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Il sogno spezzato dello chef Giordano: «Un bimbo speciale»
Livorno, il ragazzo morto folgorato a 18 anni studiava in un istituto alberghiero di Roma, era a Livorno per uno stage al Max Hotel: «Non aveva grilli per la testa»
LIVORNO. Sognava di diventare chef, Giordano. Era a Livorno da una settimana per uno stage di formazione, una sorta di vacanza-studio fatta di ricette nuove da preparare, primi clienti da accontentare, consigli dei più esperti e anche un po’di divertimento. Perché sì, alla fine un viaggio a 18 anni con il compagno di classe — anche se organizzato dalla scuola — non si passa solo sui libri e nei musei, o in questo caso davanti ai fornelli e tra le camere d’albergo.
Giordano Cerro e il suo amico, entrambi romani, erano usciti per una serata da adolescenti, magari informandosi sui posti frequentati a Livorno dai ragazzi di quell’età. E infatti erano andati tra i locali della Venezia, la seconda casa dei giovani livornesi. Una birra, qualche risata, la spensieratezza di chi va ancora a scuola e la decisione di tornare in hotel. Poi quella leggerezza, quel cavo sfiorato, quella morte improvvisa. Una tragedia che ha colpito tutti, perché a 18 anni non si può morire così.
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I SOGNI E L’AVVENTURA. I due alloggiavano al Max Hotel di Porta a Terra, l’albergo a quattro stelle che si trova alle Torri Shopping Center. La struttura è infatti convenzionata con l’istituto alberghiero Pellegrino Artusi di Roma, la scuola di Giordano e il suo amico. E il tirocinio di formazione, per chi vuole fare il cuoco o lavorare in questo ambiente, è obbligatorio nel percorso scolastico. Così erano stati mandati insieme a Livorno, in modo tale da abituarsi al lavoro in cucina e crescere sotto mille aspetti, essendo una delle prime vacanze da soli. E a Giordano non mancava certo lo spirito d’avventura, come dimostra quello scatto in cielo — sul suo profilo di Facebook — mentre si lancia con il paracadute.
«Era qui da alcuni giorni — raccontano dalla reception del Max Hotel, ovviamente in un clima di disperazione per quanto accaduto — aveva dato l’impressione di un ragazzo serio, bravo e anche simpatico. Insomma, un classico bimbo di 18 anni, spensierato e senza troppi grilli per la testa. Che tragedia, non ci sono parole...».
IL DOLORE DEI GENITORI. Subito dopo l’arrivo dei soccorsi alla stazione e la conferma del decesso, nella notte tra lunedì e ieri, sono stati avvisati i genitori del ragazzo. Lacrime, dolore, disperazione. La madre e il padre di Giordano sono arrivati a Livorno all’alba, ovviamente a pezzi e sotto choc. Erano a Roma in attesa di scoprire le ricette che il figlio stava sperimentando, si sono ritrovati dentro all’incubo peggiore per ogni genitore. Nella mattinata di martedì 25 aprile sono andati anche all’hotel in cui alloggiava Giordano, a Porta a Terra. Intanto per capire, per parlare con chi l’aveva conosciuto negli ultimi giorni, per cercare risposte a delle domande che risposte non hanno. E poi per recuperare le cose che il ragazzo si era portato dietro in questa vacanza-studio, dai vestiti allo smartphone. E poi la divisa da cuoco, con la quale si era fatto un selfie per dire che sì, quella era la sua vita.
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