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Livorno

Il Palio perde un mito: addio Elio Langella, per tutti "Ghighe"

di Gianni Tacchi
Il Palio perde un mito: addio Elio Langella, per tutti "Ghighe"

Livorno, aveva 92 anni ed era il simbolo della sezione nautica del Pontino

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LIVORNO. Addio a un altro pezzo di storia delle gare remiere livornesi. All’età di 92 anni e dopo una vita passata con il Palio nel cuore, è morto infatti Elio Langella, conosciuto da tutti come “Ghighe” e volto storico della sezione nautica del Pontino. È il secondo lutto in questo maledetto aprile per il mondo del remo amaranto, vista la recente scomparsa di Gino “Falanga” De Martino, il custode della cantina del Palio marinaro sugli Scali d’Azeglio.

Langella, classe 1925, negli anni ’50 entrò nel giro della Nazionale di canottaggio e dimostrò tutto il valore. Inoltre, sempre nel secondo dopoguerra, venne scelto come timoniere nell’equipaggio che ereditò la leggenda degli Scarronzoni. Un “otto” che, dopo una serie di vittorie in ogni specchio d’acqua, arrivò anche a rappresentare l’Italia in alcune manifestazioni internazionali. Poi la passione per le gare remiere e le gare con i colori del Venezia, dell’Ovosodo e del Borgo. Tutto fino alla chiamata del Pontino San Marco a metà anni ’60, un matrimonio durato oltre trent’anni. Langella iniziò come timoniere e vinse tre edizioni di fila del Palio marinaro (1965, 1966 e 1967), oltre alla prima e storica Coppa Barontini (1966). Successivamente diventò allenatore, preparando tantissimi ragazzi e dimostrando anche le sue qualità umane.

Elio Langella, scomparso per motivi legati all’età, lascia un figlio e tre figlie, che adesso stanno piangendo la sua morte. I funerali si celebreranno domani, ma l’orario e il posto verranno fissati oggi. «Era un pezzo di storia di questo mondo - il ricordo di Attilio Lemmi, vice-presidente della sezione nautica del Pontino - “Ghighe” era un mito, un maestro, una leggenda del remo. Il Palio ha perso una colonna, io anche un grandissimo amico di famiglia. Per noi è il secondo lutto nel giro di pochi giorni dopo quello per Gino “Falanga”, un altro personaggio storico delle nostre gare remiere».

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