Al castel Boccale tra vasche etrusche e magie subacquee
Livorno, tra acque trasparenti e storia, è una delle prime cale del Romito. Il circolo Triton se ne prende cura: mancano i servizi igienici
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LIVORNO. “Al mare vado al Boccale”. Per i livornesi che scelgono questo piccolo paradiso all’ombra del castello che fu della marchesa Ugolini, questa è l’espressione più usata. E pensare che in origine quella che è oggi la discesa 3, una delle prime lungo il Romito per chi lascia Antignano e va verso sud, era conosciuta come “Cala dei pirati”. Perché là sotto, alla fine di una discesa a scalini un po’ malmessi con tanto di corrimano in legno rotto, è un concentrato di bellezze incorniciate da una storia millenaria.
Il guardiano dal sangue blu. A mo’ di sentinella di questo tesoro al salmastro c’è il castello con il giardino a picco sul mare che fu della marchesa Eleonora Ugolini: oggi è diviso in appartamenti, risale alla seconda metà dell’ 800, quando fu costruito sopra una torre medicea di avvistamento del 1595 eretta su volontà dei Medici su una struttura preesistente di epoca medievale costruita dalla Repubblica di Pisa.
Un tuffo per grandi e piccini. Il Boccale è per (quasi) tutti: per ragioni di location, qui è più difficile che altrove prevedere un accesso per i disabili. I posti migliori, quelli sugli scogli piatti dove sdraiarsi è confortevole, vanno a ruba d’estate. Relativa facilità di accesso, scogli abbastanza lisci, mare trasparente e poco fondo nella zona intorno alle scale che dalla strada scendono verso la cala: il Boccale è adatto ai bambini. E, per gli amanti dello snorkeling, il fondale poi va giù e diventa profondo dando il meglio di sé. Per tutto questo appeal la manutenzione generale dovrebbe essere migliore.
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Tra piscinette naturali e vasche etrusche. È il “guardiano” del circolo subacqueo Triton che da oltre 15 anni ha il suo quartier generale nella caletta, a raccontare le meraviglie di quel mondo marino a due passi dalla città. «Qui ci sono alcune vasche scavate nella roccia del periodo etrusco-romano che un tempo fungevano da cave per l'estrazione della pietra arenaria e che oggi sono piccole piscine naturali», premette con orgoglio Paolo Zaccagnini, anima del circolo, ex presidente nazionale della Lega sub. Conosce ogni centimetro del Boccale e con gli amici del Triton si occupa volontariamente della manutenzione della caletta. «Abbiamo messo un passamano alla discesa a mare: quasi ogni giorno c’erano persone che scivolavano», dice. A breve si occuperanno di ripristinare il corrimano lungo la scalinata .
Coralli, aragoste e delfini. Zaccagnini guarda al suo mare e ci svela alcuni segreti. «Davanti a 25, 30 metri di profondità c’è il vero corallo, si vedono le aragoste e spesso anche i delfini passano qua davanti». Dalla Liguria e dall’Emilia sono tanti i sub che da qui si avventurano nei percorsi subacquei del grottino, del grottone, fino alla “segreta” isola che non c’è. «Da maggio per tutta l’estate faremo l’immersione notturna del mercoledì».
Galleria trasformata in latrina. Considerata l’affluenza di bagnanti e di sub, l’assenza di servizi igienici si fa sentire. L’alternativa è quello che succede nella galleria ai piedi della scala, avvessibile a tutti: è usata come bagno con cattivi odori, bisogni e fazzolettini. «Era il vecchio porticciolo del castello: si scorgono ancora barche interrate», chiude Zaccagnini.
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