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Livorno

Bacini, M5s attacca  «Troppe ombre, Corsini chiarisca»

LIVORNO. «Un passo avanti, tre indietro». E poi: «Più ombre che luci». È così che il M5s di Palazzo Civico torna alla carica sulla questione dei bacini di carenaggio, dopo che i vertici dell’Authority...

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LIVORNO. «Un passo avanti, tre indietro». E poi: «Più ombre che luci». È così che il M5s di Palazzo Civico torna alla carica sulla questione dei bacini di carenaggio, dopo che i vertici dell’Authority sono stati ascoltati in Regione. A dire la verità, c’è anche un aspetto positivo («l’unico») che i Cinque Stelle mettono in rilievo: «seppur tra mille precisazioni e con estrema prudenza», anche per Corsini occorre «rimettere in funzione questa infrastruttura strategica, puntando su riparazioni navali di qualità e ad alto contenuto tecnologico« («proprio quello che abbiamo sempre sostenuto noi»).
Detto questo, però, vengono messe in evidenza le ombre: a cominciare dai tempi. Corsini — viene riferito — ha parlato di «qualche mese, un anno», per riparare il bacino galleggiante danneggiato nell’incidente della nave Urania dell’agosto 2015 e poi ha rincarato indicando che «seguiranno altri mesi per riprendere le procedure di gara dal punto in cui si erano arenate». Tradotto: realisticamente, secondo l’Authority passeranno «18 mesi prima di poter assegnare la concessione».
Ma è «troppo» e «troppo vago». La pattuglia dei consilieri M5s si chiedono come sia possibile che «a oltre un mese di distanza dal dissequestro del bacino non sia stata ancora fatta una puntuale stima dei danni, con relativo cronoprogramma per le riparazioni». Non solo: chiedono come sia possibile che «non siano state ancora completate tutte le opere collaterali — cabina elettrica in primis — necessarie all’utilizzo di questa infrastruttura che avrebbe dovuto essere assegnata due anni fa». Il M5s ha la «sensazione» che «si stia perdendo tempo per posticipare la riattivazione dei bacini, sgonfiandone la portata».
Un sospetto? Ma i consiglieri M5s dicono di trovarne conferma nelle parole di Provinciali quando ha detto che senza la presenza dei Cantieri Orlando la capacità dei bacini di creare occupazione sarebbe tutt’altro che scontata. Così come quando Corsini ha sottolineato che la nascita di Porta a Mare ha «di fatto proiettato la città a ridosso del bacino» (e dunque, in caso di riattivazione, si dovrebbe «trovare il modo di far convivere i cantieri con i residenti»).
Siccome sono «affermazioni che non ci lasciano per nulla tranquilli», il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle ha reso noto di aver «convocato in audizione« i vertici dell’Authority così da «fare chiarezza su tutti questi punti e discutere assieme di come muoverci per fare in modo che, nel momento in cui i bacini verranno riattivati, sia presente in città una manodopera qualificata in grado di sfruttare al meglio questa opportunità».

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