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Livorno

Nogarin: «C’è un racket nelle case occupate, sgomberare il Picchetto»

Nogarin: «C’è un racket nelle case occupate, sgomberare il Picchetto»

Dopo la denuncia di Asia Usb, un video mostra un uomo che chiede «220 euro per mezza stanza». Indagini in corso

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LIVORNO. Soldi chiesti alle famiglie in difficoltà per vivere nelle stanze nei palazzi occupati abusivamente. Uno in particolare: il palazzo del Picchetto, in piazza Guerrazzi. A denunciarlo con una manifestazione pubblica, lo scorso novembre, erano stati il sindacato Asia Usb e alcune famiglie occupanti della città, insieme al comitato per il diritto all’abitare. Oggi spunta un video che racconta uno scenario fino a oggi solo ipotizzato. E il sindaco Filippo Nogarin grida al «racket delle case occupate», chiede l’intervento della questura e scrive che il Picchetto «deve essere sgomberato».

Del filmato è venuta in possesso la redazione di Senza Soste, che ieri lo ha pubblicato sul suo sito e su Facebook. Viene spiegato che il video è stato girato con una telecamera nascosta in un bar nella zona di via Grande: si sente un uomo che chiede informazioni per una stanza ad un sedicente responsabile dell'occupazione del vicino palazzo, ancora di proprietà del demanio – come chiarito ieri dal Comune – e abitato abusivamente da più di un anno. La risposta data è che per mezza stanza bisogna pagare 220 euro...
«Il filmato pubblicato da Senza Soste rivela ciò che in molti in città sospettavano da tempo: a Livorno sembra esistere un racket delle case occupate», reagisce il sindaco dalla sua pagina Fb: «Una vergogna inaccettabile, visto che stiamo parlando di persone che speculano e si arricchiscono sulla pelle dei più deboli. Persone che si sentono al di sopra della legge e hanno l’arroganza di gestire un edificio pubblico, in cui vivono illegalmente, come se fosse cosa loro». «È ora di finirla», scrive ancora: «La questura è stata già informata di tutto e mi auguro che, insieme alle altre istituzioni preposte, prenda al più presto i provvedimenti del caso».

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Dalla questura per ora fanno sapere che la digos procederà alle valutazioni del caso (c’è da valutare intanto se si tratti di un singolo episodio, che appare comunque grave, o di un vero e proprio sistema malato). Ma anche che diverse forze di polizia hanno già da tempo aperto una serie di indagini su questa e su altre occupazioni.
Nogarin sul Picchetto prende una posizione chiara: «Il palazzo deve essere sgomberato e la legalità ripristinata». «Chiederò al prefetto – fa sapere – una riunione urgente del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica per affrontare il problema. Basta, basta, basta».

Quello del Picchetto non è l’unico edificio occupato a Livorno, dove per la verità negli ultimi anni si è registrata una vera e propria escalation di occupazioni. Che seguono però percorsi diversi. Come ci tengono a sottolineare da Asia Usb, che prende le distanze dalla situazione del Picchetto. «Sosteniamo attivamente da tempo – scrivono dal sindacato – alcune occupazioni abitative nella nostra città. Sono circa 450 le persone italiane e straniere che ci vivono. All'interno di questi immobili le stesse famiglie si sono date delle semplici regole di convivenza e di organizzazione, partecipano all'attività sindacale e politica e mai nessuna di esse, né tantomeno il sindacato, ha chiesto un contributo economico. La nostra buona fede e coerenza è dimostrata dal fatto che siamo stati i primi a denunciare pubblicamente la pratica del "pizzo" all'interno delle occupazioni organizzando un presidio di fronte al palazzo del Picchetto».

Asia-Usb sostiene le occupazioni all’ex Asl di via Ernesto Rossi, all’ex Asl di via degli Asili, all’ex Cecupo. Poi torre della Cigna, palazzo Maurogordato, ex Circoscrizione 1 e 3, palazzo ex Cassa di Risparmi in via Borra, ex stazione di via Firenze, ex deposito Atl. «In tutta questa situazione – chiudono da Asia – l'unico soggetto veramente sotto attacco restano le famiglie in difficoltà economica. Nel caso del palazzo del Picchetto anche costrette a pagare un "pizzo" per non perdere l'unica ancora di salvezza rimasta. Qualsiasi cosa accada, le famiglie andranno tutelate».

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