Chiodature e scalate al Sassoscritto
Sos di alcuni bagnanti: è un pericoloso scempio, abbiamo già fatto diversi esposti
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LIVORNO. Un esposto è già sul tavolo del Comune. Altri su quelli della capitaneria di porto e del prefetto. I bagnanti di quell’angolo di paradiso lungo il Romito sono determinati a «salvare», come dicono loro, la scogliera del Sassoscritto dalle tante chiodature da alpinismo disseminate su alcune pareti di arenaria a picco sul mare. «Queste persone vengono con trapani da muratore con punte di 30 centimetri e cominciano ad ancorare i picchetti su intere pareti di scogliera per le arrampicate: è un pericoloso scempio da fermare, spesso smuovono anche massi che cadono», racconta Marco Paganucci il frequentatore della discesa numero 12, al Sassoscritto. Paganucci racconta che sabato scorso una trentina di climber si sono dati appuntamento là per arrampicare: «Più di una volta noi bagnanti ci siamo lamentati con queste persone, che non curanti del fatto che spesso siamo investiti dai sassi che cadono sulla scogliera sottostante mettendoci in pericolo, dicono che lo possono fare e tutti i bagnanti per non rovinarsi la giornata sono costretti ad andarsene», si sfoga.
«Questi climber oltretutto pubblicizzano il posto sui siti senza alcuna remora: qui vengono da tutta Italia». La questione è nota anche in Comune. «Quelle rocce, in geologia si chiamano macigni: la parte superficiale attaccata continuamente da marosi è molto vulnerabile - spiega il responsabile della Protezione Civile, Leonardo Gonnelli - Chiodare una scogliera del genere è molto rischioso». Subito dopo Pasqua gli uffici preposti organizzeranno un sopralluogo proprio alla discesa 12. Un occhio a Facebook: c’è un gruppo a tema “climbing Sassoscritto”. E pure sul web un gruppo di arrampicatori ne parla nei dettagli. E si legge: “Un avvertimento importante: la roccia è notoriamente fragile e data la vicinanza al mare è opportuno valutare lo stato di conservazione degli ancoraggi”. (f.s.)
«Questi climber oltretutto pubblicizzano il posto sui siti senza alcuna remora: qui vengono da tutta Italia». La questione è nota anche in Comune. «Quelle rocce, in geologia si chiamano macigni: la parte superficiale attaccata continuamente da marosi è molto vulnerabile - spiega il responsabile della Protezione Civile, Leonardo Gonnelli - Chiodare una scogliera del genere è molto rischioso». Subito dopo Pasqua gli uffici preposti organizzeranno un sopralluogo proprio alla discesa 12. Un occhio a Facebook: c’è un gruppo a tema “climbing Sassoscritto”. E pure sul web un gruppo di arrampicatori ne parla nei dettagli. E si legge: “Un avvertimento importante: la roccia è notoriamente fragile e data la vicinanza al mare è opportuno valutare lo stato di conservazione degli ancoraggi”. (f.s.)
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