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Chi ha visto com'è morto Jacopo parli per essere migliore - Il commento

Chi ha visto com'è morto Jacopo parli per essere migliore - Il commento

Livorno, l'appello alle due persone che hanno assistito all'incidente ma non hanno ancora raccontato i fatti agli investigatori

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LVIORNO. Dentro alla tragedia che il 3 marzo scorso si è portata via per sempre Jacopo Pieri ci sono molti dubbi ancora da chiarire. E purtroppo non è detto che tutti verranno risolti. Ma nelle nebbie in cui gli investigatori stanno cercando di orientarsi, una certezza c’è. E non si tratta di una luce capace di guidarli, bensì di un buco nero che li sta ostacolando, fino a rischiare di inghiottirli.

Il nome di questa certezza è omertà, sostantivo femminile che il vocabolario Treccani spiega così: «La solidarietà diretta a celare l’identità dell’autore di un reato e, con senso ancora più estensivo, quella solidarietà che, dettata da interessi pratici o di consorteria (oppure imposta da timore di rappresaglie), consiste nell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze, o anche da qualsiasi giudizio nei confronti di una determinata persona o situazione».

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È questo muro di silenzio che da quarantatrè giorni gli investigatori cercano di scardinare, sicuri che la sera del 3 marzo, intorno alle 21 in via Sicilia, almeno due persone abbiano assistito alla carambola mortale. Ma invece di fermarsi e parlare hanno deciso di allontanarsi e tacere, fino ad oggi, e nonostante gli appelli della famiglia della vittima. È vero, solo chi ha visto morire un ragazzo che percorreva i suoi sedici anni abbondanti guardando il mondo e sorridendo, può sapere quello che si prova. La paura delle conseguenze deve essere profonda. E ragionare dicendo che sia meglio farsi gli affari propri, può apparire una soluzione comoda e veloce.

Ma questa scorciatoia mentale non può bastare per non farsi avanti e raccontare. È una questione di rispetto. Non solo verso il dolore altrui, così umano e vicino, anche più del senso civico, spesso teorico e distante, che comunque dovrebbe già bastare. Perché quello che sta passando la famiglia di Jacopo non è comprensibile al cuore tanto da far paura alla mente. Chi sa deve trovare il coraggio di farsi avanti e parlare per sé stesso. Per dimostrare di essere migliore di quanto pensasse.

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