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Il guidatore non andava forte né aveva bevuto
La trans travolta da un operaio nella zona di Mortellini: appello dei vigili urbani a eventuali testimoni
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LIVORNO. È risultato negativo all’etilometro il giovane livornese, operaio alla Saint Gobain che ha travolto e ucciso sull’Aurelia fra Livorno e Pisa – all’altezza di Mortellini – una trans di 35 anni. L’uomo non aveva bevuto e, stando ai primi riscontri di chi ha proceduto a fare i rilievi, l’andatura della sua Mercedes Classe A era regolare. La velocità sembra non essere la causa dell’incidente che ha bloccato l’Aurelia per un paio d’ore mercoledì sera.
Nel frattempo la vittima è stata identificata: era un di quelle presenze sommerse che di notte si vendono ai bordi delle strade e di giorno svernano in appartamenti affittati nei blocchi condominiali nel quartiere popoloso di Cisanello.
Si chiamava Thomas Do Nascimento, domicilio a Pisa n via Liguria: una morte istantanea per la sudamericana che si prostituiva da tempo in quel tratto di strada.
C’erano anche diverse colleghe sull’Aurelia, a qualche centinaio di metri dalla rotonda vista Ikea, ma all’arrivo della polizia si sono dileguate. L’identificazione da parte della polizia municipale è stata resa difficile perché Thomas non aveva con sé i documenti.
«Me la sono vista davanti all’improvviso e non sono riuscito a evitarla» ha detto il conducente alla polizia municipale.
Dal comando dei vigili urbani di Pisa si lancia un appello a farsi avanti chi si è trovato sul lungo dell’incidente al momento dello scontro. Servono testimonianze per ricostruire con ragionevole certezza la dinamica dello schianto.
La Mercedes Classe A è stata sequestrata. I vigili l’hanno trovata lungo la corsia di marcia, in direzione di Livorno.
Secondo i primi riscontri, il giovane operaio avrebbe tenuto una condotta di guida priva di eccessi sia nella velocità che nell’occupazione stradale.
Cosa abbia spinto la trans ad attraversare in modo così repentino la strada resta una domanda senza risposta. Anche l’investitore non è stato in grado di spiegarlo. Lui sa solo che di punto in bianco si è ritrovato quella sagoma davanti al cofano e non ha potuto fare niente per scansarla.
«Non escludiamo niente, neppure l’ipotesi di un suicidio» spiega il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli. (pi.bar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nel frattempo la vittima è stata identificata: era un di quelle presenze sommerse che di notte si vendono ai bordi delle strade e di giorno svernano in appartamenti affittati nei blocchi condominiali nel quartiere popoloso di Cisanello.
Si chiamava Thomas Do Nascimento, domicilio a Pisa n via Liguria: una morte istantanea per la sudamericana che si prostituiva da tempo in quel tratto di strada.
C’erano anche diverse colleghe sull’Aurelia, a qualche centinaio di metri dalla rotonda vista Ikea, ma all’arrivo della polizia si sono dileguate. L’identificazione da parte della polizia municipale è stata resa difficile perché Thomas non aveva con sé i documenti.
«Me la sono vista davanti all’improvviso e non sono riuscito a evitarla» ha detto il conducente alla polizia municipale.
Dal comando dei vigili urbani di Pisa si lancia un appello a farsi avanti chi si è trovato sul lungo dell’incidente al momento dello scontro. Servono testimonianze per ricostruire con ragionevole certezza la dinamica dello schianto.
La Mercedes Classe A è stata sequestrata. I vigili l’hanno trovata lungo la corsia di marcia, in direzione di Livorno.
Secondo i primi riscontri, il giovane operaio avrebbe tenuto una condotta di guida priva di eccessi sia nella velocità che nell’occupazione stradale.
Cosa abbia spinto la trans ad attraversare in modo così repentino la strada resta una domanda senza risposta. Anche l’investitore non è stato in grado di spiegarlo. Lui sa solo che di punto in bianco si è ritrovato quella sagoma davanti al cofano e non ha potuto fare niente per scansarla.
«Non escludiamo niente, neppure l’ipotesi di un suicidio» spiega il comandante della polizia municipale, Michele Stefanelli. (pi.bar.)
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