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Turisti, la metà da Usa e Inghilterra
Per ora non decolla il mercato di vacanzieri russi o asiatici. La sorpresa Australia
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LIVORNO. Avete voglia di aspettare folle di croceristi cinesi o russi, sceicchi dal Bahrein o magnati dal Kazakhstan: il mercato dei turisti in arrivo con le love boat è ancora sostanzialmente americano e britannico. Vengono da Londra o New York, da Manchester o Boston, da Liverpool o Detroit qualcosa come 432mila turisti, cioè più del 53% degli 808mila vacanzieri “fotografati” nel report 2016 relativo agli arrivi nel porto di Livorno a bordo di navi da crociera. Tre anni fa non arrivavano a quota 360mila ed erano al di sotto del 49% (ma nel 2014 erano già balzati al di sopra del 56%).
In ripresa gli arrivi dalla Spagna rispetto al recente passato, ma restiamo per sempre sotto la soglia degli 85mila turisti: meglio dei 21mila registrati nel 2014 ma siamo ancora lontani anni luce dagli standard di inizio decennio, quando Livorno era diventato uno dei porti di riferimento per la clientela iberica (nel 2011 si erano contati 231mila croceristi di nazionalità spagnola a Livorno).
Nella geografia delle provenienze la fanno da padrone ovviamente anche altri Paesi europei: a cominciare dai tedeschi (al quarto posto con 55.222 passeggeri ma in calo del 28,9% rispetto a tre anni fa) e dai francesi (che invece, forse per paura della minaccia terroristica in casa propria, hanno visto in un triennio più che raddoppiare gli arrivi nel nostro scalo: da 14.431 a quasi 36mila).
Niente da fare, come dicevamo, per le speranze di veder materializzarsi l’afflusso di turisti da Paesi economicamente emergenti (o, forse, ex emergenti): benché fra il 2013 e lo scorso anno i passeggeri siano aumentati di quasi dieci punti percentuali, ecco che i russi si sono dimezzati (da 7.325 a 4.033), idem i giapponesi (scesi da 5.799 a 3.037) o i flussi “targati” Hong Kong (precipitati da 1.743 a 851). E anche fra i turisti con passaporto cinese ne è sparito uno su tre (passando da 2.853 a 1.972). Non è poi granché differente la musica fra la clientela turistica brasiliana (da 5.204 a 3.260, meno 60,7%) o venezuelana (da 2.561 a 414, meno 83,8%).
Potrebbe destare sorpresa semmai il fatto che tornino a crescere i vacanzieri italiani, la categoria che ha risentito di più della crisi choc almeno fino a un paio di anni fa: all’inizio del decennio ne erano passati 70mila in un anno dalle nostre banchine, si erano ridotti a 6-8mila, ora si triplicano e balzano a 28.600.
Non è l’unica nota positiva nel dossier sulle provenienze della clientela elaborato dalla Porto 2000: anche se non ce ne siamo ancora accorti, supera i 26mila turisti il polo costituito da australiani (più 30,5%) e neozelandesi (più 58%) mentre sono arrivati mille sudafricani in più (con un balzo del 37%).(m.z.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In ripresa gli arrivi dalla Spagna rispetto al recente passato, ma restiamo per sempre sotto la soglia degli 85mila turisti: meglio dei 21mila registrati nel 2014 ma siamo ancora lontani anni luce dagli standard di inizio decennio, quando Livorno era diventato uno dei porti di riferimento per la clientela iberica (nel 2011 si erano contati 231mila croceristi di nazionalità spagnola a Livorno).
Nella geografia delle provenienze la fanno da padrone ovviamente anche altri Paesi europei: a cominciare dai tedeschi (al quarto posto con 55.222 passeggeri ma in calo del 28,9% rispetto a tre anni fa) e dai francesi (che invece, forse per paura della minaccia terroristica in casa propria, hanno visto in un triennio più che raddoppiare gli arrivi nel nostro scalo: da 14.431 a quasi 36mila).
Niente da fare, come dicevamo, per le speranze di veder materializzarsi l’afflusso di turisti da Paesi economicamente emergenti (o, forse, ex emergenti): benché fra il 2013 e lo scorso anno i passeggeri siano aumentati di quasi dieci punti percentuali, ecco che i russi si sono dimezzati (da 7.325 a 4.033), idem i giapponesi (scesi da 5.799 a 3.037) o i flussi “targati” Hong Kong (precipitati da 1.743 a 851). E anche fra i turisti con passaporto cinese ne è sparito uno su tre (passando da 2.853 a 1.972). Non è poi granché differente la musica fra la clientela turistica brasiliana (da 5.204 a 3.260, meno 60,7%) o venezuelana (da 2.561 a 414, meno 83,8%).
Potrebbe destare sorpresa semmai il fatto che tornino a crescere i vacanzieri italiani, la categoria che ha risentito di più della crisi choc almeno fino a un paio di anni fa: all’inizio del decennio ne erano passati 70mila in un anno dalle nostre banchine, si erano ridotti a 6-8mila, ora si triplicano e balzano a 28.600.
Non è l’unica nota positiva nel dossier sulle provenienze della clientela elaborato dalla Porto 2000: anche se non ce ne siamo ancora accorti, supera i 26mila turisti il polo costituito da australiani (più 30,5%) e neozelandesi (più 58%) mentre sono arrivati mille sudafricani in più (con un balzo del 37%).(m.z.)
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