Addio a Gino Falanga Il remo ha perso un pezzo di storia
di Nicolò Cecioni
Ex vogatore, era il custode della cantina sugli Scali d’Azeglio Nogarin: «Gli dedicheremo la prossima edizione del Palio»
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LIVORNO. Per anni Gino De Martino ha allestito il campo di regata del Palio Marinaro, conducendo a remi in lungo e in largo la sua mitica Teresa. Senza il suo ok, la gara non sarebbe partita. Ha iniziato come vogatore, poi è andato al timone e infine ha fatto l’allenatore. Da oltre trent’anni faceva parte del comitato organizzatore e si occupava della cantina del Palio, oltre che dell’allestimento delle boe di gara. Nella notte tra domenica e ieri, il “Falanga” ci ha lasciato e da ora in poi Livorno sarà un po’ più sola: aveva 84 anni, i funerali saranno oggi alle 15,30 al cimitero dei Lupi.
Nell’ambiente remiero, tutti lo conoscevano e ammiravano la sua professionalità, la sua passione per le gare del Palio e la sua incredibile tranquillità. Una persona straordinaria che fino all’ultimo ha dedicato tutto se stesso ai vogatori e a questa splendida tradizione livornese. Da più parti sono arrivati saluti e condoglianze alla famiglia e anche il sindaco Filippo Nogarin ha partecipato al dolore dei cari. «Gino “Falanga” - ha detto il sindaco - è stato il custode del Palio Marinaro e se la cantina sugli Scali d’Azeglio si è trasformata in un museo dei cimeli della nostra tradizione remiera, è solo grazie al suo impegno e alla sua dedizione. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo dentro di me e dentro tutti i livornesi appassionati di gare remiere. Non ho dubbi che quando si aprirà il prossimo Palio Marinaro, la mente di tutti gli atleti, dei tifosi e dei cittadini in generale, correrà a Gino Falanga, cui idealmente dedicheremo questa nuova edizione della competizione. Gino ha impresso nel dna dei livornesi la passione per le gare remiere e noi abbiamo l’intenzione di portare avanti il lavoro di valorizzazione delle tradizioni che lui ha iniziato».
Resta difficile, comunque, pensare a un’edizione del Palio senza vedere “Falanga” sistemare le boe. «Sarà difficile — ha aggiunto il presidente del Palio Marinaro, Maurizio Quercioli — organizzare il Palio senza di lui perché conosceva ogni segreto. Sicuramente ci saranno altre persone a lui vicine che sapranno ricevere il testimone alla perfezione. Ma Gino era quello che faceva battere il cuore di ogni regata, era il custode della memoria del Palio. Gino era una persona meravigliosa, alla quale era impossibile non voler bene. Ha vissuto oltre 50 anni di storia del Palio, iniziando come vogatore e poi diventando un membro del comitato organizzatore. Lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli amanti del remo livornese. Ci lascia un pezzo di storia, adesso questa città sarà più sola».
Nell’ambiente remiero, tutti lo conoscevano e ammiravano la sua professionalità, la sua passione per le gare del Palio e la sua incredibile tranquillità. Una persona straordinaria che fino all’ultimo ha dedicato tutto se stesso ai vogatori e a questa splendida tradizione livornese. Da più parti sono arrivati saluti e condoglianze alla famiglia e anche il sindaco Filippo Nogarin ha partecipato al dolore dei cari. «Gino “Falanga” - ha detto il sindaco - è stato il custode del Palio Marinaro e se la cantina sugli Scali d’Azeglio si è trasformata in un museo dei cimeli della nostra tradizione remiera, è solo grazie al suo impegno e alla sua dedizione. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo dentro di me e dentro tutti i livornesi appassionati di gare remiere. Non ho dubbi che quando si aprirà il prossimo Palio Marinaro, la mente di tutti gli atleti, dei tifosi e dei cittadini in generale, correrà a Gino Falanga, cui idealmente dedicheremo questa nuova edizione della competizione. Gino ha impresso nel dna dei livornesi la passione per le gare remiere e noi abbiamo l’intenzione di portare avanti il lavoro di valorizzazione delle tradizioni che lui ha iniziato».
Resta difficile, comunque, pensare a un’edizione del Palio senza vedere “Falanga” sistemare le boe. «Sarà difficile — ha aggiunto il presidente del Palio Marinaro, Maurizio Quercioli — organizzare il Palio senza di lui perché conosceva ogni segreto. Sicuramente ci saranno altre persone a lui vicine che sapranno ricevere il testimone alla perfezione. Ma Gino era quello che faceva battere il cuore di ogni regata, era il custode della memoria del Palio. Gino era una persona meravigliosa, alla quale era impossibile non voler bene. Ha vissuto oltre 50 anni di storia del Palio, iniziando come vogatore e poi diventando un membro del comitato organizzatore. Lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli amanti del remo livornese. Ci lascia un pezzo di storia, adesso questa città sarà più sola».
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