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Danneggia cinque auto agli ex colleghi: operaio a processo
Livorno, l'uomo è imputato per una serie di vandalismi compiuti tra il 2011 e il 2014. Decisiva la perizia calligrafica sulla scritta “Auguri” comparsa su una fiancata. Il difensore: prove inconsistenti
LIVORNO. Il movente - secondo l’accusa - sarebbe il desiderio di vendetta per le beghe che si erano create all’interno della società per la quale lavorava. È per questa sete di giustizia fai da te che Luca Sireci, 45 anni, professione operaio, avrebbe danneggiato tra il novembre 2011 e il gennaio 2014 almeno cinque auto di proprietà dei colleghi: ruote tagliate, tettuccio deformato, sfregi sui cofani e addirittura in un’occasione avrebbe scritto “Auguri” con una bomboletta spray sulla fiancata sinistra della macchina intestata alla società.
È proprio da questo episodio e dalla perizia calligrafica effettuata successivamente da un consulente che ora la Procura ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio nei confronti dell’indagato.
L’accusa nei suoi confronti è quello di danneggiamenti aggravati. Il dibattimento si è aperto nei giorni scorsi davanti al giudice Robereta Vicari e dopo la prima udienza di smistamento il processo è stato rinviato a dicembre.
LE ACCUSE. Il primo episodio contestato all’operaio riguarda il danneggiamento della Fiat Punto di proprietà di Carmelo Biondo alla quale sono state tagliate tutte e quattro le ruote. Il proprietario ha fatto denuncia ai carabinieri di Stagno il 3 dicembre del 2011. Successivamente, siamo nel gennaio del 2012, l’imputato avrebbe graffiato la fiancata della Fiat 500 di Francesca Privitera che ha poi raccontato la sua disavventura alla postale nella denuncia presentata il 2 aprile successivo.
L’anno successivo ecco l’episodio sul quale quasi certamente si giocherà il processo: la scritta comparsa sulla fiancata sinistra della Fiat Punto della società “Tee Service Consortile” di cui è legale rappresentate Andrea Gemignani ma che veniva usata Giuseppe Denaro. Infine gli ultimi due episodi: il taglio di tutti i pneumatici con la rottura degli specchietti retrovisori e gli sfregi sulle fiancate e sul cofano della Nissan Qashqai di Raffaele Denaro e il vadalismo sulla Ford Fiesta di Gianluca Martorel, sulla quale l’imputato sarebbe salito deformando il tettino.
LA DIFESA. Tutte queste accuse ovviamente dovranno essere dimostrate in aula, cosa che secondo la difesa dell’operaio sarà impossibile. Spiega l’avvocato Daniele Rossi: «Tutto l’impianto accusatorio si basa su una consulenza calligrafica di parte dove si sostiene che la scritta “Auguri” comparsa sulla Fiat Punto possa essere riconducibile al mio cliente. È da questo errore di fondo che poi gli investigatori hanno contestato a Sireci gli altri danneggiamenti rispetto ai quali non sono state fornite prove: non ci sono immagini o filmati che mettano il mio cliente sul luogo del delitto. Addirittura - va avanti Rossi - nella data in cui è stata danneggiata un’auto il mio cliente era in ferie in Trentino».
Al dibattimento la difesa porterà oltre alle prove del viaggio che scagionerebbe l’imputato almeno per un episodio, anche una consulenza di parte proprio sulla scritta contestata. «L’esperto che abbiamo incaricato - conclude il legale - smonta completamente l’ipotesi dell’accusa. E crediamo che dimostrando l’estraneità per quello che riguarda la scritta sulla fiancata cadranno anche tutte le altre accuse che sono davvero infondate».
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