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Livorno

la maggioranza m5s boccia la mozione delle opposizioni

Tari: niente sconti per chi dona alimenti

Tari: niente sconti per chi dona alimenti

LIVORNO. Si parla tanto di frenare lo spreco alimentare, di aiutare le fasce più deboli e di incentivare chi si muove in questo campo. Poi però, davanti agli atti e alla possibilità di far qualcosa...

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LIVORNO. Si parla tanto di frenare lo spreco alimentare, di aiutare le fasce più deboli e di incentivare chi si muove in questo campo. Poi però, davanti agli atti e alla possibilità di far qualcosa di concreto, le cose non cambiano.

Ed è proprio quello che è successo durante il consiglio comunale di martedì sera, quando la maggioranza Cinquestelle ha votato contro a una mozione presentata dalle opposizioni, che chiedevano di introdurre una riduzione della Tari per le attività commerciali che donano beni alimentari alle persone in difficoltà o alle associazioni del settore. E nella nostra città non mancano casi del genere, come per esempio i bar e i panifici che - invece di buttare via i prodotti meno freschi - li portano alla Caritas. Lo sconto sulla Tari per queste utenze non domestiche è stato introdotto da una legge nazionale dello scorso agosto, entrata in vigore a settembre, ma qui non è passato per il no dei consiglieri di maggioranza. E così non è stato inserito nel regolamento comunale.

NIENTE RIDUZIONE. È stato il capogruppo del Partito democratico, Pietro Caruso, a presentare questa mozione durante l’ultima seduta del consiglio comunale. Ma in realtà ne parla da metà dicembre, quando il Movimento 5 Stelle chiese di ritirare l’atto per discuterlo successivamente e prendere una decisione dopo aver parlato con i tecnici comunali. E la decisione è arrivata con la bocciatura di martedì scorso.

«I numeri sullo spreco alimentare sono incredibili in tutta Italia - spiega Caruso - da una parte ci sono tantissime attività commerciali che sono costrette a buttare via il cibo per diversi motivi, dall’altra invece persone che hanno bisogno di una grossa mano. Ecco, perché non dare un incentivo a quelle aziende e a quei negozi che aiutano le fasce più deboli? Basterebbe anche uno sconto minimo sulla Tari, non sto parlando di cifre enormi».

IL NO PENTASTELLATO. La legge dello scorso agosto, come si legge fra gli articoli, concede al Comune “la possibilità di applicare un coefficiente di riduzione della tariffa proporzionale alla quantità di beni e prodotti donati”. E regolamenta una pratica che ha bisogno di comunicazioni precise alla guardia di finanza, dichiarazioni trimestrali e una serie di dati sul cibo ceduto gratuitamente.

«La cosa più grave di questa storia - tiene a sottolineare Caruso - è che nessuno della maggioranza, dopo aver sentito la nostra mozione, ha risposto a questa proposta. Niente, solo un no generale durante la votazione e nessuna spiegazione della scelta. È incredibile, era l’occasione giusta per dare un incentivo a coloro che aiutano chi è in difficoltà. E oggi abbiamo proprio bisogno di queste cose». (g.t.)

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