Meteo
Spil spaccata sulla scelta del legale per il concordato
Nei verbali dell’ex Cda spuntano rilievi dei revisori sulle offerte di Lanzalone ma lo studio annuncia di aver ritirato la sua proposta. La nomina è in stallo
LIVORNO. Poco più di due mesi fa, il 19 gennaio, Spil ha presentato al tribunale la domanda di concordato. Venti giorni fa i vertici della società partecipata dal Comune al 61,4% - il vicepresidente Maurizio Paponi e la presidente Barbara Ferrone - hanno improvvisamente rassegnato le dimissioni. Oggi si scopre che nelle riunioni del Cda che hanno preceduto quelle dimissioni, è scoppiato un caos intorno alla nomina dell’advisor legale. Nomina che, a quanto risulta, è ancora in alto mare. Lo racconta il verbale della riunione del Cda convocata il primo marzo, cinque giorni prima della riunione che ha registrato le dimissioni della presidente. È in queste carte che per la prima volta salta fuori per Spil il nome dello studio Lanzalone. Lo stesso che ha seguito la procedura di concordato aperta per Aamps. Lo stesso che sta seguendo la partita dello stadio della Roma per conto della sindaca pentastellata Virginia Raggi.
Alla riunione di quel primo marzo, dove è stato invitato anche il sindaco, hanno partecipato i consiglieri di amministrazione (assente giustificata Ferrone) e il collegio sindacale. Al centro le due gare fatte per la nomina dell’advisor dopo l’avviso esplorativo pubblicato dalla società lo scorso anno. Leggendo il verbale si scopre che la prima gara (alla quale hanno partecipato l’avvocato Bartalena di Pisa e lo studio Lanzalone di Genova) è stata annullata e che dopo la domanda di concordato, è stato deciso di avviare una nuova procedura (alla quale hanno partecipato anche uno studio di Milano e un altro di Genova). Alla fine la commissione ha aggiudicato l’incarico allo studio Lanzalone, “verso il quale - si legge - si è comunque sollecitato un adeguamento dell’originaria offerta che è risultata successivamente riformulata in 150.000 euro in luogo di 225.000”. La stipula del contratto, però, non c’è mai stata, perché è intervenuto il collegio sindacale. Il motivo lo raccontano le parole dei revisori messe a verbale. Uno di loro, rispetto al primo procedimento, “rileva non comprensibile la mancata aggiudicazione della gara in favore dell’avvocato Bartalena”. Un altro sostiene che “le irregolarità riscontrate nelle due gare espongono la società al rischio di eventuali azioni”. Ma le procedure “sono state contraddistinte dalla più assoluta regolarità e trasparenza”, controbatte il vicepresidente. Con Filippo Nogarin che, prima di allontanarsi, parla di clima interno “non adeguato al superamento della preesistente fase societaria” e chiede di trovare una soluzione idonea “a superare la fase di stallo”.
E oggi? Oggi ecco un nuovo colpo di scena, perché contattato dal Tirreno, lo studio Lanzalone ha fatto sapere di essersi fatto da parte. «Abbiamo formulato un'offerta quando è uscita la prima procedura - spiegano dallo studio - poi hanno annullato la gara, hanno fatto la seconda e abbiamo riformulato l'offerta. È stata la stessa società a comunicarci che la nostra offerta era stata ritenuta tecnicamente migliore e a chiederci se eravamo disponibili a fare uno sconto». Ma «dato che da quel momento non abbiamo più avuto notizie, un paio di settimane fa abbiamo mandato una e-mail a Spil dicendo che ritiravamo l’offerta, ritenendo che non ci fossero più i tempi tecnici per fare le cose richieste, visto che la domanda di concordato è stata depositata più di due mesi fa. Peraltro non ci ha risposto nessuno». E se ci sarà una nuova gara? «Valuteremo in base a quello che viene chiesto, perché siamo già molto avanti con i tempi». Ma ancora non si sa quando sarà convocata l’assemblea dei soci per nominare i nuovi vertici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
