Il Tirreno

Livorno

Sindacati e Comune è scontro sul sociale

di Enrico Paradisi
Sindacati e Comune è scontro sul sociale

Cgil, Cisl e Uil in piazza attaccano i tagli dell’amministrazione e il nuovo bando delle case famiglia: riduce stipendi e servizi

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LIVORNO. Sono scesi di nuovo in piazza, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, simbolicamente sotto le finestre di Palazzo civico, per denunciare i tagli al Sociale del Comune a fianco dei lavoratori di case famiglia, centri diurni e rsa e assistenza domiciliare, chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto chiaro con l’amministrazione.

Il casus belli, ieri, come ha spiegato Antonio Maglione (Fisascat-Cisl) è il nuovo bando comunale sulle case famiglia, vinto dalla cooperativa sociale “Progetto A” che appartiene al consorzio Kcs di Brescia, e che con il nuovo contratto ha prodotto una netta diminuzione degli stipendi per 24 operatori, tra educatori professionali, animatori e Osa. «Il contratto per i lavoratori è passato dalle 38 ore a circa 12-18 settimanali - ha detto Maglione- andando a incidere pesantemente sulle retribuzioni, che sono state decurtate di almeno due terzi». Da 1100, gli stipendi sono scesi a 400 euro, racconta preoccupata una lavoratrice. «Questa cooperativa - aggiunge Maglione - nella casa famiglia del Melo, in cui ci sono bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, in orario notturno, invece dell’ assistenza continua, ha istituito la reperibilità con obbligo di residenza interna nella struttura a 5 euro a notte, e solo se vieni svegliato ti pagano l’intervento». I minori avrebbero invece diritto ad assistenza continua, dice un’altra lavoratrice. «Inoltre - conclude - la casa famiglia La Palma viene chiusa e i 12 bambini, che prima avevano assistenza h24, verranno mandati a casa con educatrici domiciliari per 4 ore la settimana».

Tutto questo, spiega Roberto Francesconi (Uil-Fpl), riduzione degli orari e servizio più scadente, lo avevamo già segnalato, e «ora lo smantellamento dei servizi sociali si sta verificando». Francesco Redini (Cisl- Fp) parla di danno oltre la beffa: «Hanno chiuso la struttura per mamme al Melo perché, dicevano, non c’era più bisogno e poi si scopre dalla stampa che ne aprono un’altra vicino alla stazione che verrà gestita da un’associazione di volontariato». Nel mirino di Barbara Celati della Cgil anche i provvedimenti su altri settori come i centri diurni per anziani, dove - segnala la sindacalista - state triplicate le rette impedendo di fatto l’accesso alle famiglie più bisognose. «Con il bando si dimezzano le risorse al Sociale. Se il Comune lo vuole smantellare, lo dica chiaramente, poi ognuno si assumerà le conseguenze politiche delle scelte».

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