Il Tirreno

Livorno

Una targa per Iqbal dagli ex alunni delle De Amicis

di Alessandro Farulli
Una targa per Iqbal dagli ex alunni delle De Amicis

La sala lettura della biblioteca dei Ragazzi dedicata al ricordo del piccolo eroe pakistano ucciso a 12 anni

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. I bambini ci guardano e imparano. Ma spesso ci insegnano lasciandoci senza parole e facendoci vergognare di fronte a certi orrori del mondo adulto. Bambini come gli ex alunni di due quarte della scuola primaria “De Amicis”, oggi studenti di seconda media. E che tre anni fa, grazie a quella che al tempo era la loro insegnante, Susanna Filoni, e a al progetto Unicef al quale presero parte, si appassionarono alla storia di un ragazzino pakistano: Iqbal Masih.

Quel piccolo eroe che, reso schiavo in età da asilo perché venduto dai genitori poveri e costretto a lavorare per 12 ore al giorno, sette giorni su sette, prima in una fabbrica di mattoni e poi incatenato al telaio in una azienda tessile, riuscì, dopo vari tentativi, a scappare, studiare, e a diventare paladino dei diritti dei bambini. Ma che poi fu ucciso a soli 12 anni dalla mafia dei tappeti. Da qui l'idea dei ragazzi di dedicargli uno spazio pubblico che, dopo varie vicissitudini, è stato finalmente assegnato da questa amministrazione: la sala lettura della Biblioteca dei Ragazzi di Villa Fabbricotti.

Dove giovedì scorso è stata scoperta - alla presenza commossa dell’assessore Francesco Belais e della vicesindaca Stella Sorgente - una targa in sua memoria. Iqbal oggi avrebbe 34 anni e probabilmente sarebbe un avvocato come sognava e invece è morto nel 1995. «Questa storia ci ha talmente commosso - hanno raccontato Linda, Francesca, Margherita e Elettra, oggi alle Pazzini (II I e II G) - perché lui ha difeso i diritti dei bambini, in particolare quello alla felicità».

«Per noi - hanno concluso prima dei ringraziamenti alle loro insegnanti - Iqbal è importantissimo».

L’assessore, nel suo discorso, che ha fatto leggere alla vicesindaca, ha ricordato cosa disse Iqba, una frase che poi è riportata anche nella targa affissa alla parete della biblioteca dei Ragazzi: «Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite». Iqbal prima di essere ucciso era riuscito a farsi conoscere in tutto il mondo fino agli Usa (con un prestigioso riconoscimento alla Northeastern University di Boston). Grazie a lui molte cose sono cambiate anche in Pakistan. E grazie a questa iniziativa il suo nome potrà per sempre essere conosciuto dai frequentatori della biblioteca.

«È bene - ha detto Belais - che vengano a conoscenza di storie di coetanei la cui quotidianità purtroppo è molto diversa dalla loro». Teresa Cini, dirigente scolastica del Circolo De Amicis, ha colto l’occasione per mandare un messaggio chiaro e forte agli studenti: «Siate liberi, non restate imbrigliati nelle mode. Lasciate da parte le chat e i telefonini, il pensiero è la forza più grande che avete». La vicesindaca ha spiegato di aver voluto partecipare non solo per l’importanza della cosa ma, perché «avete aspettato per tanto tempo e non volevo che gli adulti vi deludessero».

L’assessore Belais poi si è intrattenuto con i numerosi ragazzi intervenuti alla cerimo0nia di inaugurazione, chiedendo loro se leggono e sottolineando in particolare la fortuna che hanno nel poter andare a scuola. Molti, dei circa sessanta presenti, hanno risposto di leggere e il libro più citato è stato “Il diario di Anna Frank”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web