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Viale Carducci e area Zola, semafori a chiamata e isola nell’incrocio: ecco i primi ritocchi per ridurre il traffico
Livorno, ancora code sull’Aurelia e lungo il viale: da lunedì 6 marzo cambieranno le “fasi” nell’area Zola
LIVORNO. Sul fronte dei nuovi contestatissimi semafori qualcosa è già cambiato: ad esempio è spuntata una mini isola in mezzo all’incrocio Zola-Capponi, e tutti gli impianti semaforici pedonali (quello sul viale Nievo all’altezza del cimitero, sul viale Alfieri davanti all’ospedale e sul viale Carducci vicino a via del Vigna) sono diventati a chiamata, in modo da lasciare sempre libero il passaggio alle auto, salvo quando qualche pedone ha la reale esigenza di attraversare la strada. Obiettivo: evitare inutili code senza che nessuno passi sulle strisce. Ma in concreto si sono innescate comunque code a catena in quasi tutte le vie limitrofe delle due arterie interessate all’operazione semafori. Insomma, la chiamata a richiesta non è bastata a evitare l'aumento delle file di auto (e dello smog).
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Già da subito si era capito che qualcosa non andava e il dietrofront del sindaco Filippo Nogarin di giovedì 2 marzo sera è stata la conferma. Per dirne una, alcuni abitanti della zona Stazione riferiscono di aver riscontrato un aumento di 8 minuti per arrivare dalla zona della Guglia a casa. I disagi riguardano anche i pedoni che, nonostante il pulsante di “chiamata del verde”, continuano ad avere delle difficoltà ad attraversare. In tutti e tre i semafori, infatti, la coda che si crea per l'incrocio successivo arriva fino a quello precedente e per attraversare sulle strisce è necessario fare lo slalom. Ma analizziamo ogni situazione nello specifico.
FILA FERMA SULLE STRISCE
Rispetto al primo sopralluogo, al semaforo davanti al Cimitero Ebraico sul viale Ippolito Nievo, è stato inserito il pulsante di chiamata per l'attraversamento pedonale. Dunque il rosso per le automobili non scatta più in modo automatico ma solo se richiesto da chi deve andare dall'altra parte della strada a piedi. Anche ammettendo che non attraversi nessuno, la fila spesso si crea per colpa dell'incrocio successivo, quello con via Zola e via Capponi. E così, quando qualcuno deve attraversare, negli 11 secondi di verde (più i 7 di arancione) deve fare i conti con le macchine ferme in mezzo alla strada.
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ISOLETTA SPARTITRAFFICO
Il nodo della questione, dunque, è l'incrocio a metà di viale Ippolito Nievo. Lì non c'è nessun attraversamento pedonale e il semaforo serve per far svoltare le auto in via Zola o in via Capponi. O per fare inversione. Il problema è che esistono solo due corsie, una per andare a diritto e una per svoltare a sinistra. Con il particolare che quasi nessuno cambia direzione e perciò se da una parte si crea una fila lunghissima, la corsia accanto è quasi deserta. E qualche furbetto ne approfitta.
In quasi mezz'ora di analisi, ieri mattina, nessuno ha svoltato per entrare in via Capponi. Inoltre dalle 11 in poi il traffico è stato ulteriormente rallentato per la presenza di alcuni operai che hanno tracciato sull'asfalto una striscia di direzione, per delineare lo spazio di virata, e che hanno creato con dei new jersey un'isoletta provvisoria in mezzo all'incrocio. Perché? Perché da lunedì i tecnici del Comune sperimenteranno un passaggio all’incrocio in tre fasi, anziché in quattro: l’isoletta centrale è stata pensata per orientare le traiettorie in modo che non ci sia conflitto tra chi esce da via Zola e chi esce da via Capponi, riducendo tempi di attesa e code.
IL GIALLO E IL VERDE
Anche sul viale Carducci, all’incrocio con via del Vigna, ci sono stati problemi. Qui c’è una semaforo con attraversamento a chiamata. Le code sono in entrambi i sensi di marcia, e le causano i due incroci con l'Aurelia e con il viale del Risorgimento. E, venendo dalla stazione, fila anche nella corsia di svolta a sinistra, per immettersi in via Maffi. Il paradosso, però, riguarda il tempo di attraversamento. Il verde per i pedoni arriva dopo 51 secondi di attesa dopo la chiamata. E fin qui niente di strano: il problema è che dopo solo 6 secondi scatta il giallo. Che dura 15 secondi. Quindi il giallo dura più del doppio del verde. «Il traffico è aumentato – dice l'edicolante che lavora davanti al nuovo semaforo – ma è anche vero che prima la gente non sapeva dove attraversare».
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