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Coop, il sindacato vuole presentare un contro-piano
Filcams Cgil: «Una ventina di esuberi in meno non bastano» Gli extraconfederali di Usb all’attacco: altolà ai licenziamenti
LIVORNO. Il sindacato Filcams Cgil sta preparando una proposta alternativa da presentare a Unicoop Tirreno per gestire la crisi della Coop. E al tempo stesso, pur essendoci tempi contingentati, respinge qualsiasi ultimatum: la scadenza del 31 marzo, fissata da Unicoop, non è definitiva. Ma per la Filcams Cgil l'elemento più preoccupante della trattativa resta la mancanza di una progettualità futura. «La trattativa Unicoop Tirreno si è rivelata, come da previsioni, molto sofferta – sottolinea la segretaria Pieralba Fraddanni – l'azienda, durante l'ultimo tavolo ha confermato gli esuberi, ma la richiesta arriva senza nessun progetto per il futuro».
Esuberi confermati, leggermente calato il numero relativo alla rete vendita (una ventina in meno) e invariato quello sulla sede, ma la Filcams proprio non ci sta ed è determinata a chiedere il ricorso agli ammortizzatori sociali, utilizzati però modo inclusivo: parla di contratto di solidarietà, l'azienda si è dimostrata disponibile, ma – si rileva – «solo per quanto concerne la rete vendita e non per la sede, su cui ci è stata proposta l'applicazione della cassa integrazione straordinaria, che non possiamo valutare positivamente».
L'applicazione della cassa integrazione staordinaria (Cigs) per i lavoratori della sede è ritenuta una soluzione non valida dal sindacato: «Per il momento le risorse a copertura della Cigs garantirebbero soltanto l'arco temporale del 2017 – puntualizza la segretaria – un tempo troppo breve per mettere in pratica una riorganizzazione strutturale».
Qualora si rendesse necessario, è questo il punto, in quanto la nuova dirigenza della cooperativa sembra sparare nel mucchio, cercando di operare tagli al risparmio: «Stiamo ancora aspettando – chiarisce Fraddanni – che Unicoop Tirreno presenti un progetto riorganizzativo di lungo respiro, dove sia esplicitato quali e quante figure professionali sono necessarie per operare il tanto auspicato rilancio. Da parte nostra, stiamo elaborando proposte alternative da sottoporre all'azienda, fra cui anche una rivisitazione dell'integrativo». #EsuberiZero è la parola d'ordine per la Filcams.
Nel frattempo, il sindacato extraconfederale di base Usb costituisce una propria struttura sindacale nella sede di Vignale Riotorto, nel cuore pulsante della Coop. Lunedì 6 si terrà la prima assemblea sindacale alla quale sono invitati tutti i lavoratori di sede, i più esposti alla drammatica crisi aziendale.
«Unicoop Tirreno ha intenzione di operare la ristrutturazione più profonda proprio nel quartier generale di Vignale Riotorto – prosegue Francesco Iacovone, dell'Usb Lavoro Privato - dove circa il 30% dei lavoratori (160) sono stati dichiarati in esubero, ma i nostri obiettivi dichiarati nelle numerose assemblee interne ai negozi non cambiano. Zero licenziamenti e il mantenimento delle condizioni salariali per le fasce deboli della popolazione lavorativa». E aggiunge: «Evidentemente le tante battaglie che abbiamo affrontato negli anni, in favore dell'occupazione cooperativa, hanno generato consenso anche tra i lavoratori più vicini alle direzioni».
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