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Ma il governo M5s tiene la stessa “macchina”
I Cinque Stelle hanno conquistato il governo della città già da due anni e mezzo: inutile dire che dovrebbe essere la punta di diamante del cambiamento, invece per adesso lo stato maggiore della...
I Cinque Stelle hanno conquistato il governo della città già da due anni e mezzo: inutile dire che dovrebbe essere la punta di diamante del cambiamento, invece per adesso lo stato maggiore della dirigenza municipale resta più o meno quello senza grossi scossoni. Anzi, le novità sono più o meno attribuibili agli effetti di pensionamenti: com’è nel caso di Graziella Launaro (foto), che ha lasciato il lavoro a Palazzo Civico. L’ha sostituita Susanna Cenerini, entrata nel ’93 in Comune in seguito al concorso quattro anni prima: dai primi passi come istruttore direttivo amministrativo percorre la carriera interna fino ad assumere la responsabilità dell’ufficio urbanistica-edilizia, salvo spostarsi all’organizzazione e infine alla guida del dipartimento affari legali (compresa l’avvocatura civica, anche qui perché è andato in pensione l’avvocato Pierpaolo Macchia).
Restano in sella come capi-dipartimento Nicola Falleni (finanze) e Fabio Saller (commercio), entrambi in quel ruolo da lungo tempo, oltre a Riccardo Maurri, che torna al vertice dei lavori pubblici com’era stato nel 2013 lasciando la guida del dipartimento delle politiche territoriali a Paolo Danti, cecinese, l’unico “generale” che non fosse già dirigente negli anni delle giunte Pd (era funzionario tecnico comunale a Campiglia prima e a Cecina poi). Fra i suoi collaboratori ha Simone Pedonese, nel curriculum i lavori per i municipi di Massarosa e Pescia: si occupa di procedimenti edilizi e sportello unico per le imprese.
Anche guardando un gradino più giù, al resto dei 12 “co- lonnelli” (cioè non capi-dipartimento) balza agli occhi che sono quasi tutti dirigenti del Comune di Livorno da almeno dieci anni (Giuliano Belli, Leonardo Gonnelli, Maurizio Lenzi, Claudio Fantozzi, Paola Meschini, Alessandro Parlanti, Lorenzo Patania) o anche da ben di più (come Giovanni Bencini, Lorenzo Patania e Riccardo Pucciarelli al comando dei vigili dal ’93 salvo il quin- quennio come direttore generale dal 2004). Luca Barsotti rientra in Comune dall’Ato subito dopo l’arrivo di Nogarin ma era già funzionario tecnico in servizio al Comune di Livorno dal ’95. E per Senia Bacci Graziani la nomina è arrivata nel 2012, cioè nella legislatura precedente.
In testa alla “macchina” comunale, però, il sindaco Nogarin aveva voluto due persone di fiducia: Giuseppe Ascione come segretario generale (al posto di Antonio Salonia) e Sandra Maltinti come direttore generale. Ma con quest’ultima la rottura è stata completa: l’estate scorsa è stata licenziata in tronco e successivamente querelata, lei in commissione aveva detto cose pesantissime sul clima creato a Palazzo Civico.
Va detto che però negli ultimi mesi il sindaco sembra vo- ler puntare sul ridisegno della macrostruttura del Co- mune: tre dipartimenti anziché cinque, e materie chiave come le società partecipate (Aamps e Asa), avvocatura civica (con la patata bollente del nuovo ospedale) più personale e contabilità, finirebbero direttamente sotto il sindaco che le affiderebbe a un super dirigente di sua stretta fiducia. Ma finora c’è lo scheletro, non i nomi né le nomine.
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