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Fabbricotti, più cura e pulizia per la villa

Fabbricotti, più cura e pulizia per la villa

Livorno, studenti e residenti al Caffè Tirreno: ridateci “il guardiano” del parco

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LIVORNO. C’è un angolo di villa Fabbricotti dove le luci si sono riaccese, la musica fa spesso da protagonista (anche dal vivo) e i caffè profumano di parco. Dove ad aspettarti sulle sedie, di inverno, ci sono mini coperte di pile. E dove sono stati riaperti i bagni, dettaglio che sembra scontato ma che fino a poco tempo fa non lo era. Siamo davanti al Chioschino di villa Fabbricotti, dove ieri ha fatto tappa il Caffè Tirreno. Primo appuntamento alla Pasticceria Livornese, in via Roma, poi tuffo nel parco nel cuore di Fabbricotti. E dal parco più bello e frequentato della città, arriva la richiesta di «più pulizia e cura». Insieme a due appelli: ripristinare la figura dell’addetto-custode alla pulizia della villa e trovare una soluzione per l’ex casa del guardiano, chiusa e imbruttita, all’ingresso del parco.

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Viaggio oltre il chioschino. Filippo Brandolini è il livornese che nell’autunno del 2015 ha riaperto Il Chioschino, a pochi metri dal portone della biblioteca Labronica. «Vogliamo creare qui un polo attrattivo per la città, questo spazio deve essere di tutti», ripete mentre butta giù il programma dell’aprile-jazz e prepara nuove presentazioni di libri e dj set, come quello del 25 aprile. Insieme al chioschino sono stati riaperti anche i bagni della villa: le chiavi sono dietro al bancone, così viene garantita la pulizia, e c’è anche uno spazio-fasciatoio per le neomamme. «Io amo questo parco, ci sono cresciuto», sottolinea. E proprio per questo le segnalazioni che fa non suonano affatto come critiche fini a se stesse. «Chiediamo - dice ad esempio - di riavere un addetto alla pulizia della villa». «Fino ad agosto, quando l’appalto era in mano al Carro - segnala - c’era un addetto alle pulizie che stava nella villa tutta la mattina. Ora gli addetti di Avr, come da contratto, vengono solo a svuotare i cestini. Visto che questo è il parco più frequentato della città, che da primavera si riempie, la società dovrebbe garantire una persona ad hoc». Un punto su cui si sofferma anche Licia Cinini, da 55 anni residente a Fabbricotti. «In questo quartiere si vive bene, ci ho cresciuto i miei figli», premette. «Ma questo parco, che era un gioiellino, ora è un po’ trascurato. Chiediamo maggiore vigilanza e pulizia».

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Cani sul prato dove stanno i bambini. Cinini, da buona frequentatrice della villa, tutti i giorni vede cani anche liberi che girano sui prati dove quotidianamente giocano i bambini e non solo. «I cani dovrebbero stare nei loro spazi». Dello stesso avviso Enzo Montecucco, insegnante all’Iti: «Cammino molto qui in villa e vedo che i cani, per colpa dei padroni che non rispettano le regole, non stanno nelle zone previste per loro: questo non va bene».

Abbandonata l’ex casa del custode. Il passo all’ex casa del custode è breve. È vuota ormai da tempo, piena di scritte, con le porte e le finestre sbarrate da tavole di legno. «È da almeno 7 anni che è in queste condizioni, vorrei sapere cosa il Comune ha intenzione di farci», rincara Francesco Marani. Non è un bel biglietto da visita all’ingresso del parco, a pochi metri di distanza dai busti di Modì e Mascagni. «È un peccato - riprende Brandolini - perché non si fa un bando per il recupero e la gestione? Magari potrebbe diventare una sede per associazioni o un luogo dove esporre».

Quei pezzi d’arte a terra. Camminando lungo il perimetro della villa continuano a fare male gli altari della storica chiesa degli Armeni abbandonati a terra come sassi, mentre le scritte che riempiono qualche muro, come quelli dietro al busto di Mascagni, non sono esattamente una cartolina.

Casa degli universitari. Villa Fabbricotti non è solo il luogo ideale per portare i figli o per una corsetta, ma anche per studiare. E infatti la biblioteca è diventata la seconda casa degli studenti, soprattutto universitari. «A volte è difficile trovare un posto, alle 9.30 è già tutto pieno…», confermano alcuni ragazzi. E in questi casi, quando il clima è favorevole, non si torna a casa ma si studia sui tavoli del chioschino, sulle sedie del cinema all’aperto o sul prato. «Io abito a Montenero – spiega Giulia Biasci – ma vengo spesso a studiare qui: la biblioteca è perfetta, il bar è utilissimo e l’ambiente è tranquillo». Anche Martina Lischi frequenta quasi quotidianamente la villa, ma vive a pochi passi dall’ingresso principale. Riflette sui nuovi posti auto a pagamento: «Il problema è che rischiano di allontanare le famiglie da questo luogo, è assurdo dover pagare il parcheggio per portare un bambino a divertirsi in un parco. E lo dico contro i miei interessi, perché abito qui e non è facile trovare posto con la lettera».

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