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Uno staff per seguire i pazienti dimessi
Decolla l’Agenzia di continuità dedicata ai soggetti più deboli. Giustarini: «Un giorno di degenza in meno per ogni ricovero»
LIVORNO. Il paziente, 70 anni, arriva in ospedale con l’ictus in corso. Passata la fase acuta, dopo una settimana di ricovero, è pronto a tornare a casa. Ma non certo alla vita di tutti i giorni. È qui che interviene il team dell’Agenzia di continuità formato da medici, fisioterapisti, infermieri, in certi casi assistenti sociali, geriatri, fisiatri, che seguirà tutta la fase di assistenza domiciliare necessaria al suo recupero psico-fisico.
La squadra, allertata dal reparto, inizia a muoversi durante il ricovero del malato, disegnando le modalità del suo trasferimento a casa e organizzando fin da quel momento tutta la fase assistenziale.
L’Agenzia è stata ridefinita nei suoi compiti da una delibera regionale e può rappresentare una svolta nel nostro panorama sanitario, perché migliorerà il servizio post ospedaliero, ma permetterà pure di ridurre i tempi dei ricoveri.
A Livorno, va detto, funzionava un sistema simile già da tempo e con risultati soddisfacenti, almeno sulla parte dell’assistenza domiciliare.
LIVORNO ANTESIGNANA. «L’Asl 6 è stata un’antesignana nel costituire l’Acot, l’agenzia di continuità ospedale-territorio, ponte tra le dimissioni dal reparto e il ritorno a casa dei pazienti che hanno bisogno di essere seguiti a domicilio in stretta collaborazione con l’Adi», sottolinea Carlo Giustarini, ex direttore sanitario dell’azienda e attuale responsabile di Zona, in sostanza il coordinatore delle attività dei distretti sanitari presenti sul territorio di Livorno, Collesalvetti e dell'isola di Capraia, attività che intreccia strettamente la parte sanitaria e quella sociale.
Ora però, con la ridefinizione dei compiti dell’Acot da parte della Regione, l’Agenzia fa un passo avanti importante. E non solo perché è stato nominato un coordinatore (Angelo Mesolella, ex direttore del pronto soccorso e poi responsabile dell’Adi), con un suo staff specifico. Ma anche perché certi meccanismi di interazione tra reparti e l’agenzia stessa saranno oliati meglio.
ECCO QUALI PAZIENTI INTERESSERÀ. L’Agenzia funzionerà con tutti i pazienti con compromissioni funzionali, scompensi, post ictus, soggetti con disabilità o affetti da patologie croniche multiple. Di fatto, dal momento del ricovero e della segnalazione da parte del reparto all’Agenzia di un caso da seguire, scatterà una vera e propria rete di tutela per il malato, che vedrà coinvolte una serie di figure mediche, infermieristiche e in cui sarà fondamentale il passaggio delle informazioni al medico di base, per evitare ricadute e successivi nuovi ricoveri ospedalieri.
Il concetto fondamentale è che la dimissione del paziente dall’ospedale non può essere affrontata come un evento isolato ma deve essere un processo pianificato e concordato fra struttura ospedaliera, servizi territoriali e famiglia. «Questo servizio è tanto più importante per le situazioni socialmente più fragili - spiega Giustarini -. E diventa fondamentale in quei casi in cui i pazienti sono soli, senza familiari in grado di assisterli».
UN GIORNO DI DEGENZA IN MENO A PAZIENTE. Se migliorerà la qualità dell’assistenza post ospedaliera e del recupero del paziente dimesso, e dunque farà un salto di qualità il servizio offerto ai cittadini, c’è anche il rovescio della medaglia legato al buon funzionamento dell’Agenzia: la ricaduta sull’ospedale. Anche in questo caso si tratta di una ricaduta positiva.
Lo scriviamo da un po’: liberare al momento giusto i posti letto nei reparti è diventata una delle priorità per il nostro sistema sanitario. In primis per permettere l’accoglienza dei pazienti provenienti dal pronto soccorso ed evitare l’ingolfamento che nelle ultime settimane ha toccato picchi critici.
In questo senso il meccanismo messo in moto dall’Agenzia porterà - negli auspici dell’Asl - ad un migliore utilizzo dei posti letto nei reparti. «La fluidità del rapporto ospedale-territorio permetterà di utilizzare al meglio i posti letto e dunque di liberarli nei tempi giusti», conferma Giustarini.
Il responsabile di Zona fa anche una previsione precisa: «Si recupererà un giorno di degenza per ogni paziente ricoverato». In fondo all’anno si tratta di centinaia di giorni, dunque di centinaia di posti letto. Un risultato, che se si concretizzasse, darebbe un gran respiro alla carenza di posti di cui viale Alfieri soffre da tempo, con tutte le conseguenze sul pronto soccorso che abbiamo raccontato nei giorni scorsi. L’Agenzia dovrebbe essere funzionante a breve: vedremo se le previsioni dell’Asl saranno rispettate.
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