Italia
Tagli Unicoop, sciopero venerdì 3
Filcams: solo forbiciate, niente rilancio. Uil: stop alle consulenze. E l’Usb vuole che si azzeri la dirigenza
LIVORNO. Sarà uno sciopero di otto ore con manifestazione a Vignale Riotorto davanti alla sede centrale la prima mossa del sindacato per dare il via alla mobilitazione contro i tagli annunciati da Unicoop. La data annunciata è il 3 febbraio. In ballo 481 esuberi full time (160 solo a Vignale) che, visto l'alto numero di part time, potrebbero trasformarsi in oltre 600 licenziamenti, più una ventina di negozi in cui è prevista la cessione o la chiusura. La decisione è presa dal sindacato e sta andando al vaglio delle assemblee, «tutte molto partecipate con i lavoratori increduli, sconcertati, per uno tsunami assolutamente imprevisto», spiega Pieralba Fraddanni, segretaria della Filcams Cgil livornese
Le recenti dichiarazioni del presidente Unicoop Marco Lami («la nostra intenzione è trovare un accordo con le organizzazioni sindacali, il piano industriale prevede interventi per il rilancio») sembravano preludere a un incontro in tempi rapidi per iniziare una vera trattativa. Invece non c'è stata nessuna convocazione dei sindacati, che quindi vanno dritti nel loro percorso di mobilitazione, irritati dalle parole del presidente, che secondo loro non hanno finora trovato riscontri.
«Qui si parla solo di tagli - dice Fraddanni - e sfido Lami a indicarmi dov'è lo sviluppo in quel piano. Ci hanno presentato 4 fogli dove si parla solo di esuberi e di cessioni di negozi. E questo sarebbe un piano industriale per il rilancio e lo sviluppo della cooperativa?».
Dagli extraconfederali di Usb arriva un interrogativo: «Quanti sono e quanto guadagnano i dirigenti Unicoop Tirreno (compreso il presidente)?». L'organizzazione sindacale di base parte da qui per segnalare che ritiene inaccettabile che un classico funzionamento “all'italiana”: «Quando le cose vanno bene, i manager guadagnano soldi a palate, quando invece vanno male, a pagare sono solo i lavoratori, e i dirigenti cadono sempre in piedi mantenendo i loro posti (al massimo li spostano in società amiche) e i loro lauti stipendi». L'Usb chiede l'azzeramento della dirigenza Unicoop eliminando «premi, benefit, lussuose auto aziendali anche per chi vive a pochi chilometri dalla sede».
Va all'attacco anche Uiltucs: lo fa chiedendo di «interrompere immediatamente tutte le numerose e onerose consulenze, esterne e interne». Non solo: bisogna disporre azioni «chiare e trasparenti nei confronti di chi ha vere responsabilità: i dirigenti, il Cda che ha gestito Unicoop Tirreno in questi anni senza mai controllare ed una presidenza che sino a pochi giorni fa ha smentito non solo i problemi ma anche la drammaticità dei conti economici». Dal segretario regionale Marco Conficconi arriva un invito ai nuovi amministratori commissari: «Presentino un vero piano industriale, articolato e credibile, degno di questo nome, e non un mero taglio del personale». Conficconi chiede «alla cooperativa, alle cooperative che finanziano il piano di salvataggio e alla Lega Coop di dare un segnale: se credete ancora alla correttezza e alla trasparenza, "distinguetevi" con i fatti».
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