Il Tirreno

Livorno

a salviano

Picchia il figlio col bastone, ecco che cosa ha deciso il giudice

di Lara Loreti
Picchia il figlio col bastone, ecco che cosa ha deciso il giudice

Livorno, il ragazzo scagiona il padre: ho iniziato io a colpirlo, volevo soldi

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un ragazzo di 21 anni è sotto casa, in via Piccioni a Salviano, la testa sanguinante. Rincorre suo padre, anche lui appena uscito dall’abitazione. Il babbo, quarantasettenne, ha colpito il figlio sulla testa con un bastone, e se n’è andato per sbollire la rabbia. Il giovane, che ha esagerato con l’alcol, lo vorrebbe raggiungere. Questa la scena che si staglia davanti agli occhi degli agenti delle volanti della questura, chiamati dai vicini. Per i poliziotti il quadro è chiaro: il padre viene denunciato per lesioni personali per aver aggredito suo figlio.

A distanza di anni da quel giorno, comincia il processo: si rivela l’occasione non solo per far luce sulla vicenda, ma anche per cementare un rapporto complesso, e tuttavia solido e sincero: quello tra padre e figlio. È il ragazzo stesso a scagionare il padre e a farlo assolvere grazie alla sua testimonianza. Un successo per la difesa dell’imputato, portata avanti dagli avvocati Riccardo Finocckì e Monica Pacetta, che si concretizza nella sentenza del giudice Angelo Perrone, arrivata venerdì scorso: il padre agì per legittima difesa.

Un episodio, quello che ha dato il via al processo, che si inserisce in un contesto particolare. Padre e figlio, oggi 54 e 28 anni, vivono nella stessa casa insieme alla nonna paterna. La mamma, per problemi personali, abita altrove. Quel giorno di sette anni fa il giovane, per sua stessa ammissione, ha esagerato con l’alcol e ne vorrebbe ancora, ma non ha i soldi. È per questo che si scaglia contro il padre. Decisiva la sua testimonianza, resa nell’udienza clou, che si è svolta lo scorso luglio. «Volevo altri soldi, l’ho chiesti ripetutamente al mi’ babbo, ho cominciato a mettergli le mani in tasca. L’ho cominciato a picchiare, ho preso un bastone», dice il ragazzo in tribunale. Prende il bastone dunque e glielo dà su un braccio, urlando e sbraitando.

Il padre riesce a disarmarlo, ma il giovane non desiste, continua a picchiarlo. A quel punto, il più anziano reagisce, afferra il bastone, lo stesso con cui è stato colpito, e lo dà in testa al figlio. Sconvolto, l’allora 47enne esce di casa di corsa: il suo unico desiderio è sgomberare il campo per evitare altri problemi. Sa perfettamente che, se resta davanti al figlio, la situazione potrebbe degenerare. Un timore che lo stesso ragazzo conferma in aula, davanti al giudice. «Visto che stava andando via, l’ho rincorso, volevo picchiarlo ancora perché ero completamente ubriaco», dice il giovane, che sottolinea anche di essere fisicamente più forte del babbo. Ma l’amore per il padre è più forte e, senza mezzi termini, il ragazzo davanti al giudice dice anche di essersi pentito e parla di un raptus dovuto al suo stato di alterazione, per via dell’alcol.

La sentenza di assoluzione fa tirare un sospiro di sollievo a entrambi. «Il mio cliente è molto sollevato - dice l’avvocato Finocckì - I due tuttora vivono insieme e i rapporti tra loro sono buoni. Sono molto soddisfatto della decisione del giudice: questa storia dimostra, ancora una volta, che il processo dà modo alla verità di emergere in tutta la sua autenticità e nelle sue sfumature».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web