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«Macché vessazioni, assurde e infondate le accuse della Uiltucs»
La società Mali srl di Lucca risponde per le rime alle accuse del sindacato Uiltucs annunciando che «saremo sicuramente presenti all’appuntamento alla Direzione territoriale del lavoro, daremo...
La società Mali srl di Lucca risponde per le rime alle accuse del sindacato Uiltucs annunciando che «saremo sicuramente presenti all’appuntamento alla Direzione territoriale del lavoro, daremo massima importanza all’evento
nella speranza di trovare da parte del sindacato, un atteggiamento volto alla conciliazione». Lo fa re- spingendo al mittente le afferma- zioni di parte sindacale: «Prima di essere datori di lavoro siamo per- sone: essere dipinti come persone che non siamo non solo non è vero ma non è giusto».
Per prima cosa, la Mali tiene a precisare che si occupa di «gestire dal 2014 i vari bar all’interno del- la Brigata Folgore» e non di men- se: dunque, la sindacalista «de- nuncia vessazione e pagamenti a metà senza sapere l’attività delle proprie assistite».
Mali srl, «costituita nel 2012», si è «sempre e soltanto occupata di gestire bar e stabilimenti balneari per le forze armate. Mai è stata aggiudicata una gara per la gestione di mense». L’azienda segnala che «è il primo dei molti aspetti che nell’articolo che cita il comunicato della Uiltucs, vengo- no denunciati ma che poi nei fatti non corrispondono al vero». E ag- giunge: «Si fa riferimento ad una inadempienza (parziale? totale?) nel pagamento dei contributi. Ci
chiediamo come sia possibile ag- giudicarsi gare d’appalto (l’ulti- ma aggiudicata non meno di 50
giorni fa) senza avere la regolari- tà contributiva per tutti i dipen- denti».
«L’appalto di Livorno ha subito (sono nel 2016) una perdita di fatturato che si aggira intorno al 30%, – viene sottolineato – abbia- mo indetto un’assemblea con i no- stri dipendenti (23 dicembre), al- la quale era stata invitata anche la sigla sindacale che ha preferito non essere presente»: l’ammini- strazione di Mali riferisce di aver «descritto la situazione congetturale infelice, esponendo e dialogando pacificamente di come gestire la crisi». Mali rivendica di aver«sempre improntato il rapporto lavorativo dando maggiore importanza all’aspetto umano, alle necessità e ai bisogni dei nostri collaborato- ri: accuse di vessazione e minacce sono quanto di più lontano esista dalla realtà dei fatti».
Per Mali questi comunicati sono «una forzatura» e «un
tentativo di provocare e surriscaldare gli animi senza la conferma dei fatti».
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