Il Tirreno

Livorno

Gli eredi del Pci e l’eterna sfida a chi è più a sinistra

di Enrico Paradisi
Gli eredi del Pci e l’eterna sfida a chi è più a sinistra

Due cortei separati sfilano dal Goldoni al San Marco tra bandiere rosse, letture marxiste e no al capitalismo

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LIVORNO. Due cortei che sfilano uno davanti all’altro in piazza Cavour nel segno del Pci. Uno organizzato dal nuovo Pci, l’altro dal Centro politico 1921 con Rifondazione.

Accade anche questo nella galassia della sinistra estrema: separati, ma uniti nella "lotta al capitalismo" per ricordare il novantaseiesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista.

La facciata del San Marco è nascosta dalle impalcature e dai teloni del restauro necessario per conservare ciò che resta del teatro. Sembra quasi uno sgarbo, ma i compagni del nuovo Pci, fondato a giugno del 2016 a San Lazzaro di Savena, non si sono scoraggiati e nell’anno del centenario della Rivoluzione d’Ottobre sono partiti proprio da lì, ieri, in tre-quattrocento con un corteo che ha attraversato le vie della città facendo tappa poi al Goldoni, per concludere con un comizio vecchio stampo all’Attias aperto dalla banda popolare dell’Emilia Rossa e concluso dal segretario nazionale del partito, Mauro Alboresi.

«Questa è una giornata importante - ha detto il segretario del Pci - che ricorda una storia importante che ha caratterizzato per tanti anni la vita del nostro paese. Ricorda un’esperienza alla quale il paese deve molto, e che noi vogliamo riprendere e rilanciare guardando avanti, perché siamo convinti che oggi più che mai di quella esperienza, di quei valori, di quegli obiettivi vi sia bisogno».

Il segretario ha poi messo al centro l’attualità della scelta politica compiuta: la ricostruzione del Partito Comunista Italiano: «L’abbiamo fatto per ridare voce al mondo del lavoro - spiega ancora Alboresi - e alle masse popolari che in questi 25 anni ne sono state private. Guardiamo avanti, guardiamo alle elezioni proponendo un programma che riassumerei in più Stato meno Mercato».

Il tempo di appendere una bandiera con falce e martello e via, verso il Goldoni, altro luogo simbolo, questa volta della storica scissione del XVII congresso del Partito Socialista. La patina di nostalgia è squarciata dallo slogan: “il futuro riprende il cammino”, portando a Livorno comunisti e comuniste un po’ da tutto il paese, con buona pace di Nina Moric e dei suoi recenti post facebookiani.

C’è chi è arrivato da Tolentino, come Sandro Ruggeri, 59 anni: «Siamo partiti con la neve e il terremoto, ma siamo comunisti e comunisti restiamo». Oppure Giovanni, ricercatore universitario e Maura, disoccupata, gramsciani convinti da Tempio Pausania: «Siamo sardi, il partito l’ha fondato un sardo… più di così». Tra loro anche due consiglieri comunali dell’era pre-grillina, Lorenzo Cosimi e Tiziana Bartimmo. Come altri di Rifondazione hanno abbracciato il nuovo Pci. «Nel giugno del 2016 ho aderito alla costituente - racconta Cosimi appena rientrato da un viaggio di lavoro in Cina - Per noi la giornata di oggi (ieri ndr) rappresenta certo la ricorrenza della nascita del vecchio Pci, ma ora c’è questo nuovo progetto che ha l’ambizione dopo 25 anni a dar vita ad un partito comunista degno di questo nome, necessario e indispensabile per una trasformazione socialista della società».

Quasi in contemporanea con il primo corteo, l’altra manifestazione, più o meno 150 persone, ha cominciato la camminata celebrativa dal teatro Goldoni, facendo il percorso a ritroso, fino ad arrivare al teatro San Marco.

I militanti di Rifondazione alla fine si sono ritrovati n un locale di fronte al teatro per un “reading" di letture marxiste e proiezioni storiche e di lotte sociali presenti e passate. «Per Rifondazione quest'anno è quantomai fondamentale celebrare questo 21 gennaio - ha detto Francesco Renda, segretario livornese di Prc - non tanto per nostalgia storica o simbolica, ma per tradurre in pratiche di lotta sociale gli attacchi sempre più feroci che i nostri governi schiavi della finanza continuano a sferrare al 99% degli italiani. Speriamo che la recente vittoria del no al referendum costituzionale e il fermento che ancora si respira a sinistra possa tradursi nella nascita di un polo antiliberista e anticapitalista  alternativo alle Destre e al Pd». E sulla doppia manifestazione? Renda si augura per il futuro, anche in vista del centenario, che possa essere organizzato un solo grande corteo.

In mattinata al cimitero comunale dei Lupi sia Pci che Rifondazione, avevano reso omaggio insieme ai compagni di partito scomparsi con la deposizione di fiori sulle loro tombe.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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