Il Tirreno

Livorno

In 30 invadono il Comune

di Matteo Scardigli
In 30 invadono il Comune

Contestata la Dhimgjini. «Date un alloggio a queste due donne malate»

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LIVORNO. L’emergenza abitativa e il caos-graduatorie tornano a scaldare gli animi in città. Ieri, dopo l’ennesimo blitz a Palazzo civico del sindacato Asia-Usb – stavolta non sotto il Comune ma all’interno – l’amministrazione ha annunciato che preparerà il bando per la riassegnazione del servizio ed una commissione per esaminare i casi speciali.

Lo ha promesso l’assessora al sociale Ina Dhimgjini: «Basta con la discrezionalità dell’associazionismo, finalmente il sistema verrà regolamentato».

Oggi per accedere ad un alloggio popolare è necessario partecipare ai bandi di edilizia pubblica, che in base a determinati criteri di valutazione producono una graduatoria: chi ha più punti (e quindi sta peggio) sale, in attesa che si renda disponibile una sistemazione da assegnargli. Chi invece nel frattempo viene sfrattato finisce nel calderone dell’emergenza abitativa, un servizio gestito in prima battuta dall’Arci, che inoltra le pratiche alla Commissione per l’Emergenza Abitativa, che a sua volta fa capo all’Ufficio Casa del Comune.

IL PROGETTO DI DHIMGJINI. Un sistema, questo, che non piace all’assessora Dhimgjini: «Metteremo a bando il servizio per creare una nuova graduatoria che si affiancherà senza competizione a quella dell’edilizia residenziale pubblica (e basata sugli stessi criteri) al fine di assegnare alloggi temporanei, ed attiveremo entro la prima settimana di febbraio una commissione che avrà le funzioni di validare il punteggio e certificare la veridicità di ciascuna domanda per instradare al meglio i casi sociali e gli sfrattati».

Domanda che andrà presentata in questi giorni ma i cui esiti, come anticipa l’assessora, si vedranno non prima del mese di giugno: «Capisco i motivi del disagio, ma siamo costretti a rispettare i tempi di legge».

LA STORIA DI SABRINA E ANNAMARIA. Proprio in questo vuoto normativo si sono venute a trovare Sabrina e Anna Maria, entrambe con uno sfratto per morosità incolpevole già eseguito da anni e tutte e due gravemente malate, costrette inoltre ad abitare in condizioni di abusivismo perché nel bando Erp del 2016 le loro patologie invalidanti non garantivano loro nessun punteggio.

L’INVASIONE DEL COMUNE. Ieri mattina, stanche di aspettare, Sabrina e Anna Maria hanno occupato la sala consiliare del Comune sostenute dal sindacato Asia-Usb alla testa di una trentina di persone. Il corteo ha superato intorno alle 10.20 la guardiola di palazzo civico senza lasciare i documenti, come prevede il nuovo regolamento comunale per la sicurezza, facendo scattare l’intervento della polizia municipale. I manifestanti hanno raggiunto il primo piano ed hanno dispiegato nella sala i loro striscioni con slogan per il diritto alla salute in attesa dell’assessora Dhimgjini, accolta poi con grida e urla.

Nelle due ore successive Sabrina e Anna Maria sono state ricevute dall’assessora e dal dirigente Giovanni De Bonis, responsabile dell’ufficio casa. «Sono anni che Dhimgjini e De Bonis ci danno risposte evasive, quelle poche volte che fra tante difficoltà siamo riuscite ad ottenere un incontro», raccontano le due donne.

«Le nostre situazioni sono ormai divenute insostenibili, se non la casa subito vogliamo almeno una prospettiva».

L’ASSESSORE: MANCANZA DI RISPETTO. Al termine della concitata mattina il corteo si è allontanato pacificamente, ma al nostro taccuino l’assessora ha voluto togliersi un sassolino dalla scarpa riguardo all’“invasione” del Comune: «Questo atto di forza da parte dei sindacati è una mancanza di rispetto nei confronti dell’Amministrazione, che strumentalizza e danneggia in primo luogo gli utenti dei servizi. Siamo sempre aperti al dialogo e disposti anche a valutare qualche eccezione – conclude Dhimgjini – ma un simile comportamento è da condannare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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