Il Tirreno

Livorno

NAVE INCAGLIATA »PARLA IL responsabile UCRAINO

di Lara Loreti

LIVORNO. Il numero di telefono comincia con un prefisso “strano”. Di certo non italiano: si tratta di un cellulare satellitare. Dovrebbe rispondere il comandante della nave Sigma, la mercantile di...

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LIVORNO. Il numero di telefono comincia con un prefisso “strano”. Di certo non italiano: si tratta di un cellulare satellitare. Dovrebbe rispondere il comandante della nave Sigma, la mercantile di 128 metri di lunghezza per 6.500 tonnellate di stazza, che da due giorni è incagliata a pochi metri dal Gabbiano. E che da altrettante ore tiene i livornesi col fiato sospeso e il lungomare intasato dai curiosi. Proviamo a chiamare. Risponde proprio lui, il comandante della Sigma, Mikola Starovoytov, 52 anni. La voce baritonale tradisce un inconfondibile accento russo, la lingua probabilmente è l’ucraino. Quel che è certo è che il comandante nelle prime battute nomina la “Sigma”. La conversazione prosegue in inglese. Il comandante sintetizza la situazione a bordo: «Le operazioni di dinsincaglio e rimorchio sono state sospese, riprenderanno domani (oggi, ndr). La situazione a bordo è tranquilla, sta andando tutto bene e anche la notte è trascorsa serenamente». Il 52enne non entra però nel merito dell’incidente e si limita a dire così: «Non posso fare nessun commento ora».

Sì, la situazione a bordo è tranquilla, ma è difficile nascondere la delusione per il primo tentativo di disincaglio che è fallito perché un cavo del rimorchiatore s’è spezzato. Ieri per tutto il giorno l’intera macchina dei soccorsi - Capitaneria di porto e vigili del fuoco in primis - ha lavorato per liberare il Gabbiano dalla Sigma, la nave mercantile battente bandiera liberiana che da venerdì mattina è incagliata a pochi metri dalla spiaggia dei Tre Ponti. Il cargo è stato posto sotto sequestro dalla Procura, all’interno di una indagine volta ad accertare le eventuali responsabilità. Gli investigatori hanno acquisito diversi documenti e registrazioni di bordo: lo scopo è capire se l’incidente, causato dalla mareggiata, poteva essere evitato. Quando venerdì mattina la Capitaneria ha chiesto al comandante della nave se avesse bisogno di soccorso, lui ha risposto che poteva governarla. Ma le onde erano grosse e la mercantile era già preda del vento. A quel punto, la Guardia costiera ha comunque inviato sul posto il rimorchiatore di sua iniziativa, perché dal sistema automatico informativo Ais aveva intuito che la nave invece era in seria difficoltà. E questo è uno dei punti che la magistratura vuol chiarire. Qualche indicazione in più potrebbe venire proprio dalle registrazioni delle telefonate fatte all’interno della plancia.

Il materiale è stato acquisito ieri mattina alle 11 nel corso di un sopralluogo a cui hanno preso parte esperti sia della Capitaneria sia del Registro italiano navale, in presenza anche del consulente della Procura, Domenico Trovato, e di quello di parte dell’armatore. Per salire a bordo, i tecnici vengono trasportati a bordo di un gommone e poi per salire devono arrampicarsi su una scaletta molto ripida. L’obiettivo del sopralluogo è anche verificare che la nave sia integra e perfettamente funzionante per dare il via libera alle operazioni di rimorchio. L’ok arriva nel pomeriggio. La nave viene agganciata con due cavi al rimorchiatore Neri, ma poi nel tardo pomeriggio qualcosa va storto e le operazioni vengono interrotte perché il cavo si spezza. Al termine di una lunga giornata fatta di riunioni, studi, valutazioni. Che le cose potessero non filare lisce, era nel conto. Quando si opera in mare è così: tante sono le variabili da considerare.

In questo caso, in primis c’è da fare in conti con la marea, che dovrebbe essere alta per favorire la rimozione della nave. Questa mattina ci sarà un nuovo tentativo di rimorchio, ma le operazioni da mettere in campo richiederanno tempi lunghi: la nave, che ieri era stata svuotata della cosiddetta acqua di zavorra (che serve per darle più stabilità), nella notte è stata di nuovo riempita. Ma stamani dovrà essere nuovamente svuotata così da essere più leggera. Secondo una previsione di massima, potrebbe essere di nuovo tutto pronto per il traino intorno all’ora di pranzo, quando tra l’altro è prevista una nuova alta marea.

«Stiamo facendo tutto quanto necessario per accelerare le operazioni», spiega il comandante della Capitaneria di porto, Vincenzo di Marco, che ieri è rimasto alla Rotonda di Ardenza per tutto il giorno, insieme al suo vice, Massimo Seno, al suo braccio destro, Francesco Paolillo, oltre che al comandante dei vigili del fuoco, Claudio Chiavacci. E oggi si riparte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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