Il Tirreno

Livorno

Commercio, i negozianti di via Ricasoli contro il mercatino di Forte dei Marmi

Commercio, i negozianti di via Ricasoli contro il mercatino di Forte dei Marmi

Livorno, scritta una lettera di protesta a Nogarin:  no agli ambulanti versiliesi, affosserebbero il commercio

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LIVORNO. «No ai commercianti che vengono da fuori a impoverire Livorno! L'iniziativa che porterebbe a Livorno i banchi del mercatino di Forte dei Marmi è l'ennesimo sbaglio». Così, in una lettera al sindaco Nogarin, dodici commercianti del centro - in particolare di via Ricasoli, via Magenta e via Roma - contestano l’arrivo dei banchi del famigerato mercato versiliese.Per i commercianti livornesi quella scelta è «l'ennesimo sbaglio che farà impoverire ancora di più la nostra Livorno».

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«Con questa iniziativa - scrivono nella lettera inviata anche al nostro giornale - faremo arrivare commercianti da fuori che attingeranno alle tasche dei livornesi che come conseguenza spenderanno meno nei negozi di noi commercianti labronici. Noi che da sempre portiamo avanti l'economia locale dando lavoro a concittadini e pagando le tasse al nostro comune».

«Non sono forse già abbastanza i negozi costretti a chiudere?», si chiedono i negozianti firmatari.

Per loro l’arrivo del mercatino del Forte significa «concedere ai commercianti versiliesi di sferrare un violento colpo alla nostra economia». Anche perché gli ambulanti «vengono da fuori e non lasciano niente a Livorno danneggiando i livornesi».

A Nogarin gli esercenti di via Ricasoli e dintorni ricordano che «l’amministrazione aveva promesso di adoperarsi fino allo stremo per aiutare i commercianti locali a risollevare la città e non i mercatari di fuori ad affossare una già stremata economia labronica».

Casomai - sostengono - «bisogna sì, far venire la gente da fuori, ma devono essere turisti e non commercianti. Deve essere l'amministrazione a mettere in luce i tratti migliori della nostra città facendo sì che le persone che vengono da fuori la facciano proliferare alimentandone i commerci e non impoverendola danneggiando l'economia dei livornesi. Chi ci potrebbe aiutare a sopravvivere Livorno, se non i turisti che vengono da Pisa, Firenze, Lucca e zone limitrofe, per non parlare poi ovviamente dei croceristi?»

È una difesa a spada tratta di una categoria che negli ultimi anni ha sofferto tantissimo con conseguenze anche sulla fisionomia del centro e dei quartieri limitrofi. «Se muore l'economia locale, se moriamo noi commercianti livornesi non potrà che morire anche Livorno - dicono -. Per questo bisogna pensare a iniziative che attirino turisti e quindi clienti per la nostra città. Non ad attirare concorrenti pronti a prendere soldi e portarli via da qua».

I commercianti invitano Nogarin e l’amministrazione comunale a investire in iniziative: «Bisogna mettere in luce i nostri vanti con mostre e manifestazioni ad hoc, perché solo i nostri Modigliani, i nostri Mascagni, i nostri Fattori potranno aiutare l'economia livornese a sopravvivere e a proliferare - scrivono al sindaco -. Abbiamo bellissimi musei come il Museo di storia naturale del Mediterraneo, il Museo Fattori e il Museo ebraico e altri ancora da valorizzare per attrarre turisti da fuori».

Ultimo capitolo, quello doloroso delle tasse. «Nogarin non si guardi alla facile rendita data dall'affitto del suolo, non si inganni la facile entrata amministrativa, ma si guardi al futuro e al mantenimento del tessuto economico della città».

Il confronto con quel che accade a Pisa è la ciliegina della lettera: «È bene ricordare che la mostra conclusasi da poco a Pisa, su Modigliani è stata la mostra che ha riscosso più fortuna e attirato più turisti a Palazzo Blu negli ultimi 10 anni. I beni da valorizzare li abbiamo, ma sono le iniziative a mancare, per far sì che Livorno, con la luce del suo faro, non solo fisico, ma anche culturale, attragga più turisti possibili».

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