Il presidio
Occhio a tonsille e adenoidi ma si opera sempre meno
LIVORNO. Arriva il freddo, arrivano le infiammazione di tonsille e adenoidi (le nostre "sentinelle"). Le basse temperature bloccano infatti il meccanismo di pulizia delle cellule, c'è ristagno di...
LIVORNO. Arriva il freddo, arrivano le infiammazione di tonsille e adenoidi (le nostre "sentinelle"). Le basse temperature bloccano infatti il meccanismo di pulizia delle cellule, c'è ristagno di batteri e alla prima "frescata" s'infiammano e fanno male, talvolta s'ingrossano e creano problemi. Ecco che il bambino respira male a bocca aperta - precisa Luca Mastrosimone, dell'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria agli Spedali Riuniti di Livorno - ha una respirazione russante, fino ad arrivare alle apnee, vere e proprie crisi ostruttive che mettono a dura prova l'organismo. Il bambino allora dorme male, ha uno scarso rendimento scolastico, è sempre svogliato, la notte bagna il letto, conseguenze della difficoltà respiratoria. Se questi problemi fossero molto frequenti o persistenti, nonostante una terapia medica adeguata (in media 5 episodi l'anno), entra in gioco la chirurgia. Si tratta di decisioni prese non alla leggera - aggiunge il medico - con valutazione di rischi e benefici, sia da parte del medico che dei genitori».
«In passato - spiega - si ricorreva con troppa leggerezza alla chirurgia, atteggiamento oggi del tutto superato. Gli interventi sono in calo di circa il 25% rispetto a dieci anni fa. Occorre dunque mettere in atto la prevenzione: coprire le parti più delicate, come testa e collo, all'esterno respirare attraverso il naso, non frequentare luoghi affollati, aerare bene gli ambienti dove si soggiorna o si dorme. Le tecniche sia anestesiologiche, che chirurgiche hanno fatto notevoli passi avanti e tutti i bambini vengono sottoposti ad intubazione oro-tracheale, tecnica che salvaguarda al massimo le vie aeree, impedendo l'inalazione di sangue od altro materiale. Attualmente la tecnica chirurgica prevede la dissezione, vale a dire la separazione minuziosa tra tessuto linfatico e tessuto muscolare, rispettando l'integrità anatomica delle strutture. Una tecnica molto valida è l'uso di forbici bipolari che permettono di tagliare delicatamente, scollare i tessuti coagulando nello stesso tempo, permettendo così al chirurgo di lavorare in una campo praticamente esangue, in elevata sicurezza».
(g.u.b.)
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