Italia
I Cinque stelle non votano e il Pd si prende il consiglio
Ieri il rinnovo dell’assemblea di Palazzo Granducale: è De Filicaia il più votato dai consiglieri a Livorno. Entreranno anche Caruso (Pd) e Bruciati (Ad)
LIVORNO. Il blog di Grillo ha detto no, i consiglieri a cinque stelle non vanno a votare e alla fine il Pd si prende ampiamente la maggioranza del consiglio provinciale. I risultati saranno ufficializzati solo oggi, dopo l’arrivo a Livorno dei verbali compilati nel seggio distaccato dell’isola d’Elba. Ma stando ai primi dati raccolti ieri sera e ai calcoli in corsa delle stesse forze politiche, 8 dei 12 posti del consiglio provinciale saranno assegnati ad altrettanti rappresentanti del Pd, che alle elezioni del 2014 (arrivate subito dopo la disfatta dei Dem alle amministrative di Livorno) si erano fermati a 5 seggi (più il presidente Alessandro Franchi). I restanti 4 posti dovrebbero essere divisi in parti uguali tra il centrodestra (che cresce da 1 a 2) e Assemblea democratica. Ovvero la lista di sinistra del sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, che due anni fa grazie al sostegno del M5S aveva conquistato la metà esatta dei banchi, 6 su 12.
Attenzione: ieri i sindaci e i consiglieri comunali, da Collesalvetti all’Elba, sono stati chiamati a votare per il rinnovo del consiglio, ma non del presidente, che resta in carica quattro anni (quindi Franchi resterà al suo posto per altri due). Il voto è ponderato: significa che non contano i numeri assoluti, ma vanno “pesati” in base agli abitanti dei territori rappresentato. Ecco perché nel 2014 aveva inciso tanto il voto dei pentastellati, che con Filippo Nogarin avevano appena conquistato il capoluogo. Il principale dato politico, questa volta, è proprio l’assenza dei 5S, che dal blog di Grillo, in tutta Italia, quasi all’ultimo momento sono stati invitati a non partecipare «né con la sottoscrizione delle finte liste né alle successive finte votazioni, a questa ennesima presa per i fondelli dei cittadini». E così hanno fatto.
Stando ai primi dati, infatti, nessun consigliere M5S - almeno non a Livorno - ha partecipato alla votazione. E questo nonostante solo pochi giorni prima, il 2 gennaio, i rappresentanti di Assemblea democratica avessero inviato una e-mail di invito all’incontro di presentazione della lista che sarebbe stato fatto il giorno dopo «in collaborazione con il Movimento 5 Stelle» all’officina del consigliere regionale M5S Enrico Cantone.
Ma andiamo ai numeri e ai nomi. A Livorno il gruppo Pd alla fine ha premiato Jari De Filicaia (5 voti) andando contro la linea della segreteria renziana. Ma non ha votato compatto: uno dei consiglieri ha dato la preferenza al capogruppo Pietro Caruso (che così si è “salvato” in extremis) e un altro alla sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini. La consigliera di Fi ha puntato sul sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti. Mentre sul fronte di AD, 4 voti sono andati al consigliere di Buongiorno Marco Bruciati, solo uno a Parodi (che clamorosamente dovrebbe restare fuori) e due a Fabiana Boccini di San Vincenzo. La donna “sorpresa”, che proprio grazie ai voti livornesi dovrebbe riuscire ad entrare.
Hanno quindi votato tutti i consiglieri di opposizione eccetto Valiani, fuori città.
Se i dati ufficiosi saranno confermati il nuovo consiglio sarà così composto: per il Pd Sandra Scarpellini, Bruna Geri, Pietro Caruso, David Gori, Maurizio Scatena (voto compatto dal Pd di Colle), Jari De Filicaia, Nicola Imbroglia e uno tra Nicolò Bagnoli e Irene Visone (non hanno avuto preferenze, sarà consultato il regolamento che dovrebbe garantire l’accesso alla Visone); per il centrodestra Ruggero Barbetti e Benito Gragnoli (entrambi di Fi); per Ad Marco Bruciati e Fabiana Boccini.
(j.g.)
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