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Si è spento Giuliano Bertoli, dirigente di Special Olympics
Livorno, aveva 76 anni ed era l’anima degli atleti olimpici con disabilità
LIVORNO. Una bandiera del mondo Special Olympics si è ammainata per sempre: mercoledì 28 dicembre il cuore grande di Giuliano Bertoli ha smesso di battere, e la Livorno sportiva si stringe attorno al dolore della famiglia. Una perdita importante, quella di un uomo che ha dato un enorme contributo come volontario in un mondo a cui si era appassionato nel 2000, allorché partecipò ai Giochi Nazionali di Fiuggi; da lì, assieme alla moglie Maria e alla figlia Giuliana ha iniziato a occuparsi di Special Olympics, il programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi ed adulti, con disabilità intellettiva.
Nel mondo sono oltre 170 i paesi che adottano il programma Special Olympics. Ogni anno, una rappresentativa italiana viene chiamata a partecipare alternativamente ai Giochi Mondiali (Invernali o Estivi) o a quelli Europei. Si calcola che nel mondo ci siano 1 milione e 300mila volontari, ogni anno, collaborano alla riuscita di più di 80mila grandi eventi nel mondo. E Giuliano era uno di loro, ma non un semplice volontario: un modello da seguire, un uomo umile e puro, equilibrato e senza bandiere; di quelli che non scanzavano il lavoro sporco, un uomo anche di fatica, oltre che di indiscusse capacità organizzative e manageriali, peraltro dimostrate anche nel campo professionale (ha lavorato per la Otis Servizi), tanto da meritarsi la Stella al Merito del Lavoro, consegnatagli nel 2009 dal Comune di Livorno.
Giuliano Bertoli se ne è andato all'età di 76 anni, lasciando la moglie Maria e tre figli. Giuliano amava servire i ragazzi e lo ha fatto fino a che le forze glielo hanno consentito, quale vero appassionato degli Special Olympics, per cui si è speso con il cuore a Livorno, mettendo sempre la sua disponibilità e il bene del movimento davanti all'appartenenza ad una piuttosto che ad un'altra associazione.
Lui era l'anima degli Special Olympics, una persona buona che tutti amavano e per quello ha lasciato un segno indelebile. Il giuramento dell'atleta Special Olympics recita: «Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze». Ecco: Giuliano, le sue forze, non le ha mai risparmiate.
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