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Livorno

Il Comune limita i botti a Capodanno

Il Comune limita i botti a Capodanno

Oggi l’ordinanza di divieto per molte aree pubbliche della città

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LIVORNO. Niente botti né petardi a Capodanno in molte aree pubbliche della città. A vietarli, o almeno a limitarli, per la prima volta, sarà un’ordinanza in costruzione in queste ore in municipio. Così anche a Livorno sbarca la discussione che sta facendo il giro di molti comuni, a cominciare dalla Roma pentastellata, e che divide favorevoli (in testa il mondo animalista) e contrari (a partire da produttori e rivenditori).

Ieri mattina in Comune circolava una prima bozza dell’ordinanza molto restrittiva, che poi però non è stata emanata e che sarà rivista dopo un confronto anche con la prefettura. «Abbiamo bisogno ancora di qualche ora di lavoro», ha fatto sapere in serata Filippo Nogarin, prima di annunciare che l’atto definitivo, «contingibile e urgente», sarà emanato oggi intorno a mezzogiorno. Per disporre cosa? «Una limitazione spaziale e temporale ben definita dell’uso dei botti», conferma intanto il primo cittadino.

All’inizio in municipio avevano ipotizzato il divieto di utilizzare fuochi d’artificio e petardi praticamente ovunque, prendendo a titolo esemplificativo i prodotti ad effetto scoppiettante, crepitante, fischiante e illuminante, ed escludendo solo prodotti come bottigliette lancia coriandoli, fontane per torte, bacchette scintillanti, trottole o girandole. Nell’ordinanza, però, potrebbero essere rivisti i tipi di botti vietati, e soprattutto dovrebbero essere definite meglio le aree pubbliche al centro del provvedimento, ad esempio quelle vicine ai luoghi di culto o di cura, e in generale più frequentate da grandi e piccini. Su una lunghezza d’onda simile si è già mosso il vicino Comune di Cecina, che dal 23 dicembre all’8 gennaio ha disposto il divieto di «accensione e lancio» di fuochi d’artificio, petardi, razzi e mortaretti nelle vie pubbliche «maggiormente deputate all’incontro delle persone», elencando in particolare alcune piazze e aree pedonali, e prevedendo sanzioni da 25 a 500 euro.

A Livorno i divieti dovrebbero partire domani o dopodomani e restare in vigore fino a tutto il primo gennaio. Ma i dettagli saranno definiti oggi.

Perché questa decisione? «Siamo in una situazione di emergenza generale, comprovata anche dai fatti di Berlino», risponde Nogarin: «In più, in questo momento storico, vogliamo garantire la sicurezza urbana e tutelare i beni pubblici». Quindi l’ordinanza attesa per oggi dovrebbe fare riferimento alla tutela delle persone, degli animali e in generale della città. «Le aree private - assicura intanto - non saranno oggetto dell’atto, fermo restando quello che già prevede la legge». Una precisazione importante, visto che all’inizio erano state ipotizzate anche limitazioni per le aree private, fino ai balconi di casa...

Ieri, mentre Palazzo Civico era alle prese con le sue nuove regole, da Roma è arrivata la notizia che il Tar ha sospeso l’ordinanza anti-botti del Campidoglio. Sarebbe proprio per cercare di evitare che l’atto livornese venga impugnato dalle varie categorie interessate, già sul piede di guerra in tutta Italia, che prima di emanarlo Nogarin si è confrontato anche con la prefettura. «L’ordinanza sarà limitante - la butta lì per ora - ma fatta in modo da non essere impugnata...».

Juna Goti

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