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LA LECCIA TRA SILENZIO E DEGRADO
di ALESSANDRO GUARDUCCI Periferia est di Livorno. Qui sorge La Leccia, un popoloso agglomerato costruito nei primi anni Ottanta ma soprattutto un'occasione mancata in termini di integrazione...
di ALESSANDRO GUARDUCCI
Periferia est di Livorno. Qui sorge La Leccia, un popoloso agglomerato costruito nei primi anni Ottanta ma soprattutto un'occasione mancata in termini di integrazione urbanistica e di miglioramento della qualità della vita. La Leccia ha infatti le sembianze di un non-quartiere, di un non luogo, di un'area - dormitorio, di una zona che raramente si dimostra a misura di bambino o di anziano. Qui non esistono centri di aggregazione. Qui non ci sono punti di riferimento per gli abitanti del non-quartiere. I servizi esistono, è vero, ma bar, farmacia e banca sono sparsi un po' a caso tra i lunghi stradoni e gli incroci su cui si affacciano i grandi condomini che sono cresciuti col trascorrere degli anni. Ogni tanto fa capolino l'originaria campagna, ma le aree verdi sono in gran parte poco curate o del tutto trascurate.
Difficile vedere gente che passeggia a piedi. Meno che mai quando si fa buio. Chi abita alla Leccia, del resto, lavora in genere in altre zone di Livorno, dunque esce la mattina per poi farvi ritorno solo la sera. E a quel punto parcheggia l'auto o scende dal bus e rincasa, lasciando fuori silenzio, deserto e degrado. In questo vuoto, dove non può che mancare la vigilanza sociale, per i balordi e i malintenzionati è più facile colpire indisturbati. Le cronache lo dimostrano.
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