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Livorno

lotta allo spaccio

Cuoco fermato alla stazione con un etto di coca: arrestato

di Lara Loreti
Cuoco fermato alla stazione con un etto di coca: arrestato

Livorno,  la roba avrebbe fruttato un guadagno di 10mila euro: ecco la scusa che ha raccontato al giudice

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LIVORNO. Quell’etto di cocaina l’avrebbe acquistato per consumarlo sotto le feste con gli amici: una sorta di regalo di Natale. Così Gianmario Di Giacomo, 45enne milanese trapiantato all’Elba, professione cuoco, ha provato a giustificarsi davanti al giudice del tribunale di Livorno, nel corso del processo per direttissima che si tenuto ieri mattina. Le festività le trascorrerà, invece, nella casa circondariale delle Sughere, dove è stato portato dai militari cinofili della Guardia di finanza che lo hanno arrestato alla stazione, dopo aver scovato la cocaina.

Le Fiamme gialle del Gruppo Livorno hanno eseguito la misura della custodia cautelare in carcere disposta dall’autorità giudiziaria. I magistrati, infatti, non hanno creduto alle spiegazioni dell’arrestato: secondo gli inquirenti, la droga era destinata ad essere spacciata in città e provincia. Lo stupefacente, sequestrato dai militari, una volta piazzato sul mercato avrebbe fruttato oltre 10.000 euro.

Di Giacomo è stato pizzicato mercoledì dagli uomini del Gruppo Livorno, coordinati dai comandanti Carlo Bastone e Claudio Scarselletta. In queste settimane che precedono il Natale, la Finanza ha rafforzato i controlli sul territorio, soprattutto con servizi pensati per il contrasto dei traffici illeciti sia in porto sia negli scali ferroviari. Proprio a questo scopo, le Fiamme gialle, con l’ausilio dei cani antidroga Vampy e Dely, l’altro giorno hanno fatto dei controlli anti spaccio ai passeggeri in arrivo e in partenza alla stazione di Livorno. È stato allora che i militari della squadra dei cinofili hanno individuato il quarantacinquenne, mentre si trovava nel sottopasso, tra i passeggeri diretti a Piombino. L’uomo, alla vista delle divise, ha cambiato improvvisamente direzione e ha tentato di allontanarsi senza dare nell’occhio. La manovra, però, non è sfuggita ai finanzieri, che lo hanno seguito e raggiunto. Il 45enne, a quel punto, è stato sottoposto al controllo dei cani antidroga. E immediata è stata la reazione di Vampy e Dely, che lo hanno segnalato in maniera specifica e ripetuta abbaiando e muovendosi in modo frenetico.

Il cuoco non si è comunque arreso, e ha detto ai militari di non avere con sé della droga, ma di averne consumato la sera precedente. Secondo gli investigatori, così facendo provava ad evitare la perquisizione. Ma non è riuscito a convincere le Fiamme gialle, che l’hanno comunque sottoposto a un accurato “esame”, esteso anche agli abiti e agli effetti personali. Nel corso del controllo, i finanzieri livornesi hanno trovato un involucro pieno di cocaina, oltre a 250 euro in contanti. Il 45enne ha poi provato a giustificarsi dicendo che quello per lui era un acquisto “natalizio” in quanto la droga sarebbe servita per un uso privato, per sé e per gli amici. In realtà secondo la Finanza, il cuoco era venuto a Livorno apposta per comprarla e poi l’avrebbe rivenduta.

I militari, coordinati dalla pm Fiorenza Marrara, hanno fatto delle perquisizioni anche nelle case dell’uomo, all’isola d’Elba, in particolare a Portoferraio, dove lui risiede e lavora come cuoco, in un ristorante della zona, e in un ’altra abitazione a Campo nell’Elba. Le attività sono state eseguite con la collaborazione degli uomini della Compagnia di Portoferraio: alla fine sono stati sequestrati un bilancino di precisione e altri 7,8 grammi di sostanza da taglio, forse mannitolo.

Sono quindi scattate le manette per Di Giacomo che, come accertato dalla Finanza, era già noto alle forze dell’ordine per essere stato coinvolto nel passato in nove episodi legati a reati contro il patrimonio - furto, ricettazione - oltre che spaccio. Vista la notevole quantità di droga trovata e le difficoltà economiche che secondo le Fiamme gialle il 45enne avrebbe incontrato nell’acquisto per uso personale, l’elbano è stato processato con giudizio direttissimo. Nel corso dell’udienza, il giudice ha accolto la richiesta della pm e disposto il trasporto in carcere, fino alla nuova udienza, prevista per il 16 gennaio 2017.

 

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