La sanità dalla parte dei detenuti
La Marca: la salute in carcere è tutelata dalla Costituzione
LIVORNO. La salute in carcere è un diritto tutelato dalla Costituzione? In occasione della 36ª giornata dei Diritti del Malato se lo chiede, provocatoriamente, anche il coordinatore del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva Filippo Alberto La Marca.
«Con una riforma partita ormai quasi vent’anni fa ma appena entrata nella fase attuativa, i venti sistemi sanitari di altrettante Regioni italiane si trovano a dover colmare dei vuoti normativi sui quali insistono anche problematiche molto complesse come la tossicodipendenza (e il rapporto con i Sert) e la salute mentale», spiega Katia Poneti dell’Ufficio garante dei diritti dei detenuti.
«La Toscana si conferma eccellenza nazionale, e la nostra Asl rappresenta un caso da manuale per profilassi e formazione», precisa Emanuela De Franco, referente Asl Nord Ovest. I problemi però non mancano: dalla vetustà delle strutture all’omogeneità dei trattamenti in rapporto agli spostamenti dei detenuti, sia in altre carceri che presso gli ospedali pubblici.
«La salute non è semplicemente questione di sanità», aggiunge il garante livornese Marco Solimano: «Se continuiamo a considerare la detenzione come punizione, con un regolamento penitenziario che risale al 1975, il detenuto rischia di perdere il senso di cittadinanza e di appartenenza alla comunità».
Una soluzione, secondo la responsabile nazionale di Cittadinanzattiva Laura Liberto, ci sarebbe: «Ci sono esperienze positive di integrazione fra carcere e comunità, in cui la struttura detentiva non è considerata immondezzaio sociale». Chiude sulla questione psichiatrica la segretaria regionale Maria Platter: «In carcere si rischia di ammalarsi, specie alla prima reclusione. Chi esce spesso cade nella recidiva ed è mentalmente ferito, così si violano i diritti umani e si toglie la dignità alle persone».
Durante l’incontro si è esibita la compagina teatrale Stabile Assai della casa di reclusione di Rebibbia, già premiata dal presidente Napolitano e che presto riceverà anche l’encomio del presidente Mattarella.
Matteo Scardigli
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