Il presidio
«Più diritti per i pescatori»
Incontro tra Flai Cgil e lavoratori per rinnovo contrattuale, sicurezza e salute
LIVORNO. Salute e sicurezza. Nei giorni scorsi la Cgil-Flai ha incontrato al molo dei pescherecci sotto alla Fortezza Vecchia i pescatori livornesi per illustrare le novità e le prospettive del settore.
Il mestiere del pescatore non è considerato lavoro usurante, non rientra nel testo unico sulla sicurezza, non ha mai avuto ammortizzatori sociali e non ha una tabella di malattie professionali riconosciute, però è sottoposto al fermo biologico e a stretta sorveglianza sanitaria da parte del medico dell’azienda. Eppure chi va per mare è esposto a condizioni di lavoro logoranti, ma spesso non denuncia la propria patologia proprio per paura di essere lasciato a terra dall’armatore per mancata idoneità.
A Livorno, dove ha sede il centro-servizi Flai a cui fa capo tutta la Toscana, i pescatori di professione sono circa 200, ed è a loro che il sindacato si rivolge con un appello alla presa di coscienza. «Da tre anni stiamo lavorando con l’Inail per provare la correlazione tra l’attività e il danno, e garantire quindi i rimborsi ai lavoratori» spiega il responsabile nazionale Antonio Pucillo: «Abbiamo già vinto molte cause ottenendo esenzioni sanitarie e vitalizi, ma c’è ancora molto da fare per avere tutele al pari del settore edilizio o metalmeccanico».
Tutte le informazioni raccolte nel corso della prima indagine conoscitiva denominata “Progetto Pesca, diritti ed occupazione nella pesca e nell’acquacoltura”, coordinato per la Regione da Michele Rossi, sono contenute in un libretto multi-lingue distribuito gratuitamente, del quale a febbraio sarà presentata l’edizione aggiornata.
«Uno degli effetti più comuni è la sordità alle medie frequenze, causata dall’esposizione continuata a rumori superiori agli 80 decibel», prosegue poi Rizzieri Bavone, responsabile malattie professionali di Cgil Livorno, ma non mancano dermatiti, tumori della pelle, e prima fra tutte l’ernia del disco.
«All’aspetto sanitario bisogna aggiungere anche quello dei contratti di lavoro, così come quello dei fondi di sostegno», conclude Pucillo: «Mentre a Roma si discute finalmente di rinnovi contrattuali, siamo riusciti a far inserire nella legge di stabilità un milione di euro per gli ammortizzatori sociali più altri 11 per il fermo biologico del 2017, ma per la cassa integrazione serviranno altri accordi».
Matteo Scardigli
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