Il presidio
Ospedale da ristrutturare, l’operazione non decolla
Livorno, l’assenza del sindaco al consiglio comunale fa saltare il voto sull’atto che chiedeva alla Regione di avviare il procedimento. Intanto il Comune non esce dal vecchio accordo
LIVORNO. «Quella di oggi, dal nostro punto di vista, è una giornata che segna una cesura netta con il passato». Era cominciata così, con l'intervento della vicesindaca Stella Sorgente ( il sindaco Filippo Nogarin era a Roma al direttivo dell’Anci, mentre l'assessore regionale Stefania Saccardi è stata trattenuta da altri impegni non precisati) la seduta del consiglio comunale "aperta" alla città sulla sanità, ma disertata dai cittadini. Un inizio con i toni che si addicevano ad un evento di importanza storica ma invece il consiglio ha perso di consistenza di ora in ora per concludersi con la mera discussione di un atto di indirizzo per il superamento del progetto del nuovo ospedale di Montenero (ancora...) e l’avvio dei procedimenti per la riqualificazione di quello di viale Alfieri. Alla fine però quell'atto non si è potuto nemmeno votare, perché dopo ben cinque ore di consiglio, Marco Cannito (Città Diversa) che ha stigmatizzato l'assenza del sindaco, ha richiamato l'articolo del regolamento che prevede che senza la presenza del proponente, in questo caso il sindaco stesso, il documento non poteva essere votato. Tanto rumore per nulla, dunque. O quasi. Alla fine, infatti, si sono votati e approvati con un solo voto contrario del Pd due atti di indirizzo del consiglio comunale per uscire dall'accordo di programma, presentati da Giuseppe Grillotti (Livorno Libera) e da Alessandra Rossi (M5s).
Nella lunga partita a ping pong con Firenze, dove rimangono ambiguità anche tecniche, unico elemento di novità sembra essere la dichiarata intenzione della giunta di approdare a un atto di indirizzo, in cui si dia conto della competenza della Regione ad avviare le procedure necessarie alla formazione del nuovo accordo di programma per la ristrutturazione del vecchio ospedale, invitando inoltre il presidente Enrico Rossi ad avviare la costituzione del nuovo tavolo tecnico. L'amministrazione Nogarin ritiene infatti che non ci sia bisogno di recedere dal vecchio accordo perché di fatto è superato dalla riunione del collegio di vigilanza dell'ottobre del 2015. Dunque nessun atto unilaterale per uscire dal vecchio accordo di Montenero che però, formalmente, non è mai stato cancellato. La Regione, che, ha ricordato a tal riguardo Sorgente, avrebbe dovuto avviare per prima le procedure necessarie, ma "ha preferito temporeggiare", affermando che doveva essere il Comune a fare il primo passo, ma aggiungendo che una rescissione non unanime dell’accordo avrebbe rischiato di far piovere una serie di ricorsi e richieste di risarcimento danni. Anche qui gli uffici, e un parere dell’avvocatura civica, hanno però fugato ogni dubbio ha sostenuto la vicesindaca, e non esiste quindi alcun rischio di richieste legittime di risarcimento danni da parte di alcuno.
Stella Sorgente chiede chiarezza anche su un altro punto: «Oltre a garantire i 3,5 milioni previsti dall’accordo per la riqualificazione di Livorno, da destinare al miglioramento della viabilità a Montenero, la Regione deve assicurare che le risorse previste per la costruzione del nuovo ospedale vengano dirottate sulla riqualificazione di viale Alfieri". A inizio anno poi inizierà una revisione dei servizi socio sanitari: due rsa, Coteto e Bastia, dal primo gennaio passeranno in gestione all’Asl, mentre per le altre due, villa Serena e Pascoli, l'argomento è rimandato in commissione perché l'intenzione è prendere una decisione quanto più possibile condivisa, così come è stato svolto un percorso partecipato dalla giunta con i medici di medicina generale, in vista dell’apertura delle case della salute sul territorio livornese. Intanto - ha concluso Sorgente - si sta lavorando per individuare altre strutture comunali per accogliere in futuro attività ambulatoriali.
Nella successiva audizione Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Usl Nord Ovest, facendo un punto sullo stato dell'arte dell'azienda sul territorio, sull'ospedale ha annunciato a marzo il trasferimento del quinto padiglione - con il mantenimento degli stessi posti letto - al nuovo secondo padiglione, appena ristrutturato. Notizia che è già stata anticipata nei giorni scorsi dal Tirreno. Mentre ha spiegato che la casa della salute, al padiglione 24, sarà pronta tra tre anni. Le preoccupazioni emerse dall'intervento dei sindacati, e i disservizi con la necessità di maggiori posti letto e le lunghe liste di attesa in primis, sono invece sintetizzate da Massimo Ferrucci del Fials: «E' stata decisa la ristrutturazione dell'ospedale dai tavoli tecnici? Ma allora tiriamo fuori il progetto e non facciamo degradare ulteriormente la struttura». Nel dibattito il giudizio delle opposizioni è unanime. «Questo atto è l'ennesimo rimpallo», ha detto Grillotti (LL) sottolineando che il miglioramento dei servizi ai cittadini alla fine è ciò che conta. Stesso pensiero di Marco Valiani (Lbc): «Qualcosa di concreto non si fa con un atto di indirizzo - ha ribadito - che è il giochino di rimandare tutto alla prossima amministrazione: qui ancora nessuno decide cosa fare per la sanità livornese». Non è una questione di rimpallo, ma di ricerca di responsabilità, replica dalla maggioranza Daniele Ceselli, mentre il collega Edoardo Marchetti addossa la responsabilità dei disservizi della Asl livornese alla De Lauretis. Parla di "ritardi" Marco Bruciati (BL) che propone una sanità gestita con un assessorato di scopo specifico. E' uno "stallo preoccupante", dopo due anni e mezzo di governo per Cristina Bini (Pd) che attacca: "Si dà la colpa alla Regione e si parla senza il sindaco. Ma se non ci sono rischi, perché si aspetta un atto di indirizzo dal Consiglio?". Nel rimpallo tra istituzioni resta l'ulteriore danno e beffa per i cittadini - dice Cannito - dato che non c'è né ospedale nuovo, né ristrutturazione.
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