Il Tirreno

Livorno

«Maxi-Darsena, chiediamo chiarezza ma la Regione non si tira indietro»

di Mauro Zucchelli
«Maxi-Darsena, chiediamo chiarezza ma la Regione non si tira indietro»

Il titolare della delega alle infrastrutture nega che la delibera di giunta equivalga a un dietrofront «Anzi, via le criticità adesso per non avere intoppi in seguito: il progetto vogliamo realizzarlo davvero»

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LIVORNO. «Macché ripensamento o passo indietro: al contrario, se abbiamo messo nero su bianco quei rilievi è perché la Darsena Europa vogliamo farla davvero: su questo non dev’esserci nemmeno mezzo dubbio». L’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, titolare della delega a infrastrutture, urbanistica e trasporti nella squadra del governatore Enrico Rossi, risponde così al Tirreno che gli chiede conto dell’ultima delibera di giunta relativa al progetto della maxi-Darsena livornese.

Quella delibera mette in campo dubbi e richieste di chiarimenti all’Authority: verrebbe il sospetto di un primo passo per un dietrofront...

«Nient’affatto, e lo dico senza tanti giri di parole».

Però quella delibera resta.

«Cominciamo a dire che quella delibera è un atto dovuto: si tratta di una sorta di coordinamento fra i rilievi arrivati dai numerosi uffici regionali che hanno studiato il progetto. Diciamo che è il modo con cui partecipiamo al procedimento».

Mettendovi un po’ di traverso, però...

«Le ripeto che non è così: qui non c’è nessuno che gioca a non fare, a bloccare. È l’opposto: proprio per evitare che i problemi saltino fuori quando è più difficile rimettere il progetto in carreggiata, ecco che è indispensabile nascondere i guai sotto il tappeto».

Guai, appunto...

«Non giochiamo con le parole. Stiamo parlando di un impegno che per noi Regione vale 250 milioni di euro , ed è stata la spinta decisiva per mettere in moto il progetto e farlo uscire dal libro delle belle idee. Davvero c’è qualcuno che pensa che senza quei 250 milioni di euro la maxi-Darsena sarebbe uscita dal limbo?».

Sta di fatto che i rilievi ci sono, e li avete fatti voi della Regione.

«Abbiamo segnalato che c’è necessità di qualche approfondimento, ci sono elementi che hanno bisogno di integrazione riguardo a aspetti che potrebbero diventare critici. Sarebbe assurdo che, per spendere una settimana in meno oggi, ci si ritrovi più avanti a perdere un mese».

Approfondimenti su? Faccia un esempio.

«Lo avete scritto anche sul vostro giornale. Vuole un esempio? Eccolo: la realizzazione vede nella fase iniziale la diga foranea, che è oggetto dell’appalto interamente a carico della mano pubblica, ma nel project financing il privato che ha in carico la costruzione del terminal subentra da un certo punto in poi. E se ci fossero problemi? Siamo talmente determinati che vogliamo che ogni cosa sia fatta con tutte le possibili cautele. Ma per farla: insomma, non è la cautela di chi vuol rompere bensì di chi vuol costruire».

Lo dica una volta per tutte e senza scappatoie: state cercando di sfilarvi o no?

«La Regione non intende affatto sfilarsi dalla Darsena Europa. Anzi, stiamo cercando di rafforzare tutto il pacchetto per evitare che eventuali criticità, in un progetto così complesso, possano saltare fuori successivamente».

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