Il presidio
Spara a un daino, il colpevole è un cacciatore: la polizia provinciale lo multa
Collesalvetti, indagini chiuse in poche ore. L' uomo, un 60enne, l'ha ucciso con una fucilata
COLLESALVETTI. Una scena da film: cinque cacciatori, convocati in caserma dalla polizia provinciale, dopo un’attenta selezione. Vengono fatti sedere, poi uno di loro si alza in piedi e ammette: «Sono stato io a sparare al daino». Un’indagine lampo. In poche ore la polizia provinciale, guidata dal comandante Maurizio Trusendi, ha rintracciato e multato il cacciatore, colligiano di 60 anni, che sabato mattina ha sparato al daino, poi morto dissanguato sulla via delle Sorgenti a Nugola, in corrispondenza del curvone delle Panzane.
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Una storia che ha suscitato amarezza nella gente, soprattutto perché i soccorsi non sono arrivati in tempo e il povero animale, nonostante le cure dei passanti, non ce l’ha fatta. «C’è poco da dire: la conoscenza del territorio e l’esperienza in queste cose fanno la differenza. E noi queste zone le conosciamo palmo per palmo. Abbiamo cercato di lavorare al massimo delle nostre possibilità, anche se siamo pochi e se quotidianamente ci troviamo di fronte a tante difficoltà».
Ma ricostruiamo come ha preso il via l’indagine. La premessa da fare è che in questo periodo, fino al 30 novembre, la caccia al daino è permessa, ma nel rispetto di certe norme. La polizia provinciale ha preso in carico il caso in tarda mattinata, dopo che un passante ha dato l’allarme alle forze dell’ordine. Gli agenti, coordinati da Trusendi, hanno quindi fatto un primo sopralluogo sul posto. E già dalle primissime battute, hanno delineato il contesto: la zona, il gruppo di cacciatori che la frequenta, la fauna e soprattutto il tipo di ferita presente sulla coscia del daino. Dal foro i poliziotti della provinciale sono risaliti al tipo di arma con cui il colpo è stato sparato: un fucile da caccia calibro 12 a canna liscia (e non una carabina come prevede la legge). Un’indicazione fondamentale quest’ultima per gli agenti, che così hanno avviato vari accertamenti, riuscendo a circoscrivere il gruppo di cacciatori tra cui cercare. Ed ecco che è scattata la convocazione dei cinque cacciatori colligiani.
Il sessantenne dal cui fucile è partito il colpo, non aveva l’abilitazione necessaria per la caccia al daino e per ciò - oltre che per l’uso di un’arma non consentita - è stato multato di 2060 euro. Sanzione che raddoppia nel caso in cui il cacciatore fosse di nuovo pizzicato a commettere un’infrazione del genere. Il daino è stato sequestrato e congelato: sarà la Regione a stabilire il da farsi con la carne. Non è coinvolto nei fatti invece il cacciatore individuato da Massimo Giannola, il cittadino che aveva dato per primo l’allarme.
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