Il presidio
Doppio round a Roma per la maxi-Darsena
LIVORNO. Nella prima metà della settimana, a cavallo fra martedì e mercoledì, vivrà a Roma un doppio passaggio importante l’iter del maxi-progetto della Darsena Europa: occhi puntati sullo studio di...
LIVORNO. Nella prima metà della settimana, a cavallo fra martedì e mercoledì, vivrà a Roma un doppio passaggio importante l’iter del maxi-progetto della Darsena Europa: occhi puntati sullo studio di fattibilità che rappresenta lo snodo-chiave per tradurre l’idea in progetto concreto. Proprio il tassello del puzzle sul quale, come anticipato dal Tirreno, la Regione ha acceso i riflettori per chiedere chiarimenti e correttivi: l’ha fatto con una delibera di giunta (approvata nell’ultima seduta) nella quale in una serie di punti specifici si tirano le somme di rilievi e osservazioni provenienti da una quindicina di uffici regionali.
Particolarmente puntiglioso è il terzo di questi rilievi, in realtà suddiviso in cinque argomentazioni: 1) serve uno stress test (“analisi di sensitività”) che prefiguri scenari differenziati al variare di una griglia di parametri economici di riferimento; 2) occorre che l’analisi di rischio sia articolata meglio anche riguardo ai tempi, in particolare relativamente ai ritardi; 3) è necessaria una analisi extra su un orizzonte di 25 anni, anche se questa dimensione sarà trattata pure nella documentazione da inviare a Bruxelles per le verifiche sugli aiuti di Stato; 4) è «estremamente sintetica» la trattazione degli effetti esterni, inclusi quelli di «natura ambientale che potenzialmente interessano la costa»; 5) i conti sul ritorno economico dell’investimento fanno riferimento al 2017, ma non è ovviamente possibile.
La Regione ci ripensa? Eppure è il soggetto che mettendo sul tavolo una capacità di indebitamento di 250 milioni di euro ha tirato fuori dal libro dei sogni la maxi-Darsena livornese concentrando qui buona parte delle proprie risorse da investire. Dovessimo proprio puntare sui retropensieri, non è da escludere che il governatore Enrico Rossi voglia che quest’impegno della Regione pesi nel braccio di ferro con il ministro Graziano Delrio per la nomina del nuovo presidente dell’Authority.
Ma qui siamo nel campo delle congetture che valgono quel che valgono. Di tangibile c’è solo che il 15 dicembre scade il termine per farsi avanti e chiedere di essere invitati alla gara vera e propria per l’aggiudicazione. È del tutto evidente che l’Authority stia puntando a eliminare adesso gli eventuali possibili intoppi sul cammino del progetto. Ecco perché il 30 è previsto un incontro per chiedere al Consiglio superiore dei lavori pubblici una sorta di pre-vaglio così da correggere eventuali magagne prima che saltino fuori successivamente, quando il passaggio davanti al Consiglio superiore dei lavori pubblici sarà formalmente previsto.
Non solo: il giorno prima, cioè martedì 29, appuntamento al ministero dello svilippo economico per un nuovo round della conferenza dei servizi (stavolta, a differenza da quello precedente, in modalità “sincrona”, come si dice in burocratese) in cui potrebbero venire a galla osservazioni da parte dei ministeri che finora non si sono cristallizzate in pareri formali o osservazioni.
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