Il presidio
"Non affitto ai neri", ostacolato il progetto dell'Arci con i profughi
Livorno, il proprietario del fondo dove doveva aprire una ciclofficina con i migranti africani dice no. Il presidente Solimano contro l'uomo: sono amareggiato
LIVORNO. «Quando il proprietario ha saputo che nel proprio fondo avrebbero lavorato dei neri si è tirato indietro e ha chiesto all'agenzia immobiliare di revocarci l'affitto»: sembra provenire da un'altra epoca quanto racconta il presidente dell'Arci Marco Solimano a proposito del nuovo progetto dell'associazione livornese che dovrebbe vedere alcuni profughi gambiani e nigeriani impegnati in una vera e propria ciclofficina.
Un'idea nata proprio per dare concretezza alle abilità meccaniche di questo piccolo gruppo di ventenni e per valorizzarne le capacità: dopo un incontro propedeutico con una comunità di tossicodipendenti Pontedera i cui ospiti, da anni, riparano e costruiscono biciclette, il progetto era finito nei mesi scorsi sul tavolo di progettazione del Comune di Livorno che aveva messo a disposizione un contributo minimo.
L'Arci avrebbe finanziato il resto allestendo un laboratorio di 3 mesi, aperto alla città, in cui i ragazzi avrebbero acquisito specifiche competenze tecniche, alla fine del quale la ciclofficina sarebbe stata lanciata sul mercato. Insomma, era tutto pronto: un'agenzia aveva individuato un piccolo fondo in centro città con un canone di affitto di 200 euro al mese più iva e l'Arci aveva già versato la caparra e firmato un precontratto. Poi, nel pomeriggio di ieri, l'amara scoperta: «Mi ha contattato il responsabile dell'agenzia e con un certo rammarico mi ha comunicato che il proprietario ha revocato tassativamente la disponibilità perché non vuole affittare ai neri- continua il presidente dell’Arci Solimano- e questo nonostante l'affitto sia, formalmente, intestato alla nostra associazione, con tutte le garanzie del caso, che ne conseguono. Abbiamo tentato una mediazione ma non c'è stato niente da fare. Sono amareggiato e spaventato da una Livorno che, in questi termini, non riconosco più».
L'amarezza corre anche su Facebook, dove Solimano ha raccontato la disavventura postando la foto di un cartello con su scritto il tristemente noto slogan "Non si affitta ai meridionali".
Sulla sua pagina Fb scrive a tutto il mondo virtuale in qualche modo legato a lui: "Succede oggi a Livorno come succedeva decenni fa nel ricco e profondo nord Italia che tristezza".
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