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Porta a porta in Venezia, allo studio il progetto per fare l’isola verde per la differenziata

di Juna Goti
Porta a porta in Venezia, allo studio il progetto per fare l’isola verde per la differenziata

Livorno, dopo la richiesta dei commercianti del quartiere fatta a Caffè Tirreno, ecco la risposta dell'assessore Vece: stiamo valutando, ma i negozianti sono divisi

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LIVORNO. Il Comune sta valutando l’ipotesi di fare in Venezia un’isola verde dove i negozianti del quartiere possano stoccare direttamente i rifiuti differenziati che oggi, con il porta a porta, si accumulano a tutte le ore sui marciapiedi e nelle aree pedonale. Una proposta che due giorni fa i commercianti del rione hanno rilanciato all’amministrazione comunale attraverso il Caffè Tirreno, che ha fatto tappa in piazza del Luogo Pio e sugli scali del Pesce.

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È stato Massimiliano Sodano, presidente del centro commerciale naturale che riunisce una quarantina di esercenti, a rilanciare pubblicamente la proposta che nelle ultime settimane è stata fatta al Comune pentastellato. «Per risolvere i problemi creati dal porta a porta - ha spiegato - proponiamo di realizzare delle “isole verdi”, in aree da individuare con Aamps e Comune, dove stoccare i rifiuti del quartiere». «Siamo anche pronti - ha sottolineato - a fare a spese nostre le recinzioni, a creare zone decorose, magari con un po' di verde, dove a fine turno noi commercianti possiamo portare i rifiuti in modo da rendere le aree pedonali più vivibili e decorose».

L’isola verde è infatti un’area recintata, chiusa, accessibile solo a chi ha le chiavi o il tesserino ad hoc.

«In seguito alla richiesta che ci è arrivata - risponde oggi l’assessore all’ambiente Giuseppe Vece - abbiamo fatto una ricognizione con Aamps, commerciante per commerciante: a ognuno è stato chiesto come avrebbe preferito fare la raccolta differenziata. Il problema - riferisce Vece - è che metà ha dichiarato che va bene il porta a porta così com’è e metà ha dichiarato che vorrebbe un’isola verde. Le due cose insieme non ci possono stare, quindi in ogni caso si scontentano mezzi commercianti». «Le esigenze - ripete - sono diverse, non possiamo accontentare tutti».

Intanto, «ho chiesto ad Aamps di preparare un progetto di isola ecologica in Venezia per valutarne la fattibilità rispetto ai costi. Insomma, stiamo valutando i pro e i contro delle due soluzioni».

Secondo l’assessore, all’azienda dei rifiuti potrebbe anche «tornare meglio l’isola, perché consentirebbe di andare direttamente in un unico punto a ritirare i rifiuti differenziati di tutti i commercianti». «Il problema - chiosa - è che poi qualcuno avrebbe l’area vicina e qualcun altro lontana». Da individuare l’eventuale postazione dell’isola verde, che in ogni caso dovrebbe essere il meno impattante possibile, non visibile, recintata.

Perché in molti chiedono una gestione diversa del porta a porta in Venezia, ovvero il quartiere che per primo a Livorno l’ha sperimentata a partire dal 2013? Giovedì i commercianti arrivati al Caffè Tirreno hanno spiegato, ad esempio, che molte attività vicine fanno orari diversi. «Il ristorante accanto a me - ha evidenziato il titolare di un bar - la sera quando apre trova sul marciapiede la mia spazzatura, mentre quando apro io, la mattina, trovo la sua. Non è il massimo per i clienti seduti ai tavoli, soprattutto d'estate». In più «i bidoni sono aperti, chiunque può gettarci dentro la spazzatura». Così tra i baristi c’è chi ha preso multe da 50 euro perché dentro i sacchetti differenziati è stato trovato di tutto un po’, compresi pannolini per bambini.

 

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