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Case da assegnare, servono criteri chiari
La richiesta dei sindacati al sindaco per risolvere i problemi L’Unione Inquilini: «L’assessore Dhimgjini troppo assente»
LIVORNO. «Le case sono poche, servirebbero criteri più chiari nella valutazione dell’assegnazione». È questa in sintesi la richiesta avanzata in una lettera dell’11 ottobre scorso indirizzata al sindaco Filippo Nogarin, scritta da tutte le sigle sindacali che ruotano intorno al mondo della casa (che coinvolge un ampio ventaglio di vedute politiche, anche distinte tra loro): in particolare, Unione Inquilini, Sunia, Sicet, Uniat, Ania e Asia hanno richiesto un incontro tempestivo con l’amministrazione cittadina, poiché estremamente insoddisfatte della situazione attuale.
Ci sono problemi oggettivi, tra cui l'assenza effettiva di case disponibili, a cui si aggiunge l’assenza di un impulso nazionale di recupero da parte della Gescal (Gestione case per i Lavoratori) che non consente la costruzione di nuove abitazioni. A bloccare tutto, l’esistenza piani di recupero vecchi, risalenti agli anni '80 che non danno risultati concreti poiché obsoleti e inadatti alle necessità di questo tempo. Si aggiungono però anche problemi di tipo organizzativo. Secondo Daria Faggi, responsabile dell'Unione Inquilini, «è necessario che vengano riorganizzati gli Uffici di assegnazione 2016. In più, oltre alla graduatoria generale, nella quale sono visibili il punteggio e la posizione, è presente un’altra lista, che viene definita “determinazione dirigenziale“ sprovvista di criteri di valutazione. Ciò vuol dire che sindacalmente non siamo in grado di verificare l’assegnazione. Noi abbiamo bisogno di criteri e di graduatorie».
Un altro punto spinoso riguarda l’assessore Ina Dhimgjini, che a detta della Faggi risulta scarsamente presente, anche perché ha ricevuto tre deleghe “insostenibili” (sanità,sociale e casa). «Di conseguenza - dice responsabile dell'Unione Inquilini - nella commissione che si occupa degli sfratti, non si è mai presentata ultimamente. C’è quindi bisogno di una figura politica stabile e affidabile». In un momento così difficile per molti nel pianeta casa, Daria Faggi vuole sottolineare la gravità della situazione, affinché si riesca a dare una sistemazione a chi purtroppo ha perso la propria abitazione: «Chi occupa, lo fa per mettere in salvo i propri figli, gli anziani e i malati. Il problema è che non tutti se ne rendono ancora conto, non ne capiscono la drammaticità; si parla di migliaia di famiglie. Con la crisi si sono persi migliaia di posti di lavoro, e senza lavoro non paghi i mutui e finisci per strada. Questa è una guerra economica».
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