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Livorno

Le petizione anti-tassa vola a 1200 firme

Le petizione anti-tassa vola a 1200 firme

Aperto anche un gruppo Fb. Ampola: «L’amministrazione ritiri l’atto e porti il dibattito in consiglio»

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LIVORNO. È volata fino a sfiorare quota 1.200 firme, ieri pomeriggio, la petizione lanciata su Change.org per dire no al pagamento dei contrassegni Ztl e Zsc per i residenti del centro. Intorno alle 19.30 di ieri, per la precisione, le adesioni sono arrivate a 1.132. Mentre anche su Facebook è stato aperto il gruppo: “Basta tasse nel tuo quartiere! No alla nuova tassa sull'auto”.

La protesta, insomma, cresce. Anzi lievita. Come raccontano i commenti lasciati dai livornesi sulle pagine virtuali.

Ma a cosa serviranno le firme raccolte? Qual è l’obiettivo di chi ha lanciato la petizione? «Siamo contrari alla decisione presa dall’amministrazione comunale e per prima cosa chiediamo che torni sui suoi passi e che ritiri la delibera che ha previsto il pagamento», sottolinea l’ex presidente della circoscrizione 5, Matteo Ampola, che ha lanciato l’iniziativa su Change.org. «Poi - sottolinea - chiediamo che la questione venga discussa in consiglio comunale per riempire il vuoto di partecipazione che c’è stato». Perché «è curioso che un’amministrazione grillina non abbia fatto un passo per confrontarsi con i cittadini su un provvedimento così importante: ecco che allora la rete ci è servita per far sentire la nostra voce, la voce dei cittadini».

Ampola in passato è stato presidente della circoscrizione 5 e consigliere comunale del Pd. In questo caso sottolinea di essere «un cittadino che mette a disposizione la sua esperienza amministrativa» e che «questa è una petizione di cittadini». Una petizione «trasversale», come dimostrano i numeri.

«Siamo cittadini di Livorno - ripete - che si sono visti arrivare una tassa ingiusta che non offre servizi in cambio e che serve solo ad aumentare i soldi nelle tasse del Comune. La petizione sta avendo un riscontro eccezionale, voglio ringraziare tutti per il sostegno, è il segno evidente di un malessere diffuso per la decisione presa dall’amministrazione. Non siamo politici o eletti, siamo cittadini, ma questo non vuol dire che ci stiamo a farci prendere in giro».

Sulla pagina Fb viene posto l’accento su alcuni punti. Ad esempio: «Se così fan tutti - si legge - dobbiamo farlo anche noi? In altri comuni pagano, ma evidentemente hanno in cambio un servizio. A Livorno questo servizio è stato promesso ma un attimo dopo smentito come nel caso della tecnologia Rfid». E «negli altri comuni le tariffe sono più basse». Ancora: «In che modo questa “tassa” aiuterà a difendere i ciclisti e a promuovere una nuova mobilità sostenibile?». E «perché una amministrazione che ha fatto della partecipazione il suo cavallo di battaglia non ha coinvolto i cittadini?». Da ultimo: «La macchina è anche un mezzo per andare al lavoro in zone limitrofe della città dove spesso non arrivano i mezzi pubblici utili all'orario. Tornare a casa la sera, pagare una tassa e oltretutto non trovare posto non ci sembra la soluzione ideale».

(j.g.)

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