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Scippatori in scooter, spunta un nuovo colpo
LIVORNO. I carabinieri contestano un nuovo colpo agli scippatori delle donne Enrico Salvi, 35 anni Mical Del Vivo, 26, arrestati dai carabinieri lo scorso 17 ottobre, dopo uno scippo consumato ai...
LIVORNO. I carabinieri contestano un nuovo colpo agli scippatori delle donne Enrico Salvi, 35 anni Mical Del Vivo, 26, arrestati dai carabinieri lo scorso 17 ottobre, dopo uno scippo consumato ai danni di una avvocata di donna 43 anni in piazza Cappiello e dopo averne messi a segno cinque in appena dodici giorni in centro.
Il nuovo scippo risale al 13 giugno scorso ed è avvenuto in piazza Cavour ai danni di una signora di 77 anni. Secondo gli investigatori, a mettere a segno il borseggio in quella circostanza fu il più giovane dei due arrestati. Ma c'è di più, perché sempre a Del Vivo i militari contestano anche un furto in abitazione commesso a Collesalvetti lo scorso 27 luglio.
LE TESTIMONIANZE. È stata la proprietaria dell’appartamento svaligiato a riconoscere, attraverso le foto pubblicate sul giornale, il volto di Del Vivo come la persona che ha visto scappare. Ma la donna ha aggiunto anche un altro particolare che gli investigatori reputano interessante: il ladro aveva un complice. E i militari pensano che si possa trattare proprio del trentacinquenne.
Per quello che riguarda scippi e borseggi - spiegano i carabinieri - tutti gli episodi «sia il luogo che la scelta della vittima sono apparse come un vero e proprio “marchio di fabbrica” della coppia». E allora, riavvolgendo il nastro di tutti gli episodi analoghi riscontrati negli ultimi tempi in città, i militari coordinati dal sostituto procuratore Daniele Rosa, sono convinti di aver dato un volto e un nome agli autori di ulteriori sei colpi, tra scippi e borseggi, commessi tra giugno ed ottobre, ai danni di altrettante donne livornesi.
Oltre che dalle parziali ammissioni di responsabilità da parte dei due, l’attività di ricostruzione dei crimini ha trovato un determinante supporto dalla collaborazione delle stesse vittime come pure di alcuni testimoni oculari. Il tutto è stato poi suffragato dalle attività d’indagine tradizionali e tecniche. I due dovranno anche rispondere, in concorso tra loro, del reato di riciclaggio per aver utilizzato durante i colpi due scooter rubati (Aprilia Scarabeo 125 ed Honda SH 300) sui quali avevano installato targhe differenti per impedire di risalire alla provenienza illecita.
IL FUTURO. Con queste nuove carte in mano toccherà al pubblico ministero ultimare il capo d’imputazione. L’obiettivo della Procura è chiaro: andare il più velocemente possibile a processo. Per un reato simili il codice prevede la citazione diretta, dunque niente udienza preliminare ma subito al dibattimento davanti al giudice monocratico. Una data? La prima udienza potrebbe essere fissata già nella prossima primavera.
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