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Livorno

Avvistati ibis eremita «Non sparate» Appello ai cacciatori

Avvistati ibis eremita «Non sparate» Appello ai cacciatori

I volatili sono stati monitorati nella zona di Guasticce e si stanno spostando verso la laguna di Orbetello

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LIVORNO. Scambiare un ibis eremita per qualsiasi altro volatile è impossibile. Ma tant’è meglio prevenire che denunciare.

Ecco perché il comando della polizia provinciale e la forestale rendono noto che nell’area livornese sono stati avvistati diversi esemplari di ibis eremita in migrazione verso la laguna di Orbetello.

Gli animali sono tutti monitorati con sistemi di rilevamento gps ed appartengono al progetto waldrappteam per la reintroduzione in Europa di questo uccello a forte rischio di estinzione.

«Gli ibis - spiegano forestale e polizia provinciale sono animali inconfondibili. Non esistono animali cacciabili simili». Ecco perché le forze dell’ordine invita i cacciatori a prestare la massima attenzione prima di sparare.

Gli esemplari, infatti, attualmente sono stati avvistati nella zona di Guasticce e probabilmente nei prossimi giorni si sposteranno verso Orbetello percorrendo tutta la costa livornese fino a Piombino. Ecco perché l’avviso alla massima attenzione riguarda tutta la zona da Livorno, alla Costa degli Etruschi fino alla Maremma.

«Si raccomanda perciò - spiegano dalla provincia - la massima attenzione a tutti i cacciatori».

Anche perché ad uccidere un ibis si rischia grosso. Solo un mese fa il tribunale di Livorno ha infatti condannato il bracconiere che ne abbatté due in zona San Vincenzo nell’ottobre del 2012.

Goja e Jedi, i nomi dei due ibis femmina del progetto Waldrappteam per il reinserimento della specie in Europa (estinti 400 anni fa): il 43enne di Camaiore, in provincia di Lucca, in meno di una settimana era stato individuato e denunciato da polizia provinciale e corpo forestale.

Caso da subito di valenza internazionale visto che la fucilata - il cacciatore, era regolarmente in possesso di una licenza per la caccia ai colombacci - dagli esiti terribili, aveva messo a rischio il futuro del progetto di reinserimento.

Perché a morire subito (Jedi poco dopo al Cruma di Livorno) era stata Goja, cavallo di battaglia del Waldrappteam in quanto primo ibis ad aver compiuto, autonomamente, la migrazione imparata da giovane volando a seguito del paraplano (e per questo “dedicata” a Jane Goodall, etologa e antropologa britannica).

Goja stava rientrando dall’Austria all’area di svernamento nell’oasi Wwf di Orbetello, portando con sé la giovane figlia Jedi, finché sono state centrate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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