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A caccia di acquirenti per la centrale Enel
Affidata a Nomisma l’esplorazione del mercato. In ballo il destino di 126mila mq nel cuore di un porto che ha fame di spazi
LIVORNO. L’Enel l’ha annunciato già da tempo: non ha nessuna intenzione di rimettere in pista la centrale livornese di via Salvatore Orlando. Fin qui niente di nuovo, così come non è una novità la manifestazione della volontà di trovare sul mercato un acquirente per questo complesso industriale che risale agli anni 60, ha con sé anche un’area sperimentale del settore ricerca e vale qualcosa come 126mila metri quadri con una banchina che si affaccia in porto.
La novità sta nel fatto che adesso il dado è stato tratto: nel senso che Nomisma è stata incaricata di sondare il mercato per raccogliere manifestazioni d’interesse.
Non è una operazione semplice: siamo nel cuore del porto industriale ma la banchina è assai malmessa. Anzi, è nei programmi dell’Authority l’appalto per ottenerne il consolidamento. La fine dell’attività di Enel e l’intenzione di cedere il fabbricato apre però una questione grande come una casa: gli spazi di banchina sono una risorsa scarsa e c’è una tal fame di aree che l’Authority si è messa a studiare ipotesi, sempre tenendo ben ferma la predisposizione del “vincolo preordinato all’esproprio” su questo (grosso) spicchio di porto. Così grosso che, parlando in astratto, al di là della praticabilità di fondali e accessi, stiamo parlando di una estensione che ne farebbe un terminal medio-grande fra quelli presenti nel nostro scalo.
Non è però questo l’unico aspetto da prendere come riferimento: c’è da considerare anche che nel passaggio da una attività all’altra sarebbe necessario provvedere alla bonifica, onere tutt’altro che lieve.
Cosa vuol farne l’Authority? È ancora presto per dirlo, e non solo perché Palazzo Rosciano vive una fase particolare, in attesa che si risolva il rebus del toto-nomina, dopo il lungo interregno del commissariamento. Dal quartier generale dell’istituzione portuale si vuol capire cosa arriverà dal mercato: chi si farà avanti. Possibile che Amazon, che ha mostrato interesse per alcuni centrali Enel in Piemonte, possa gettare lo sguardo anche sul complesso immobiliare livornese? Chissà se l’Authority vorrà andare avanti nella strategia dell’elettrificazione delle banchine per ridurre lo smog: se sì, si porrà l’esigenza di garantire un approvvigionamento di energia elettrica sufficiente. Esattamente lo stesso motivo che ha calamitato l’attenzione degli uomini di Amazon sulle centrali Enel per alimentare i loro server così energivori.
C’è però da mettere nel conto pure qualcos’altro. Ad esempio, il fatto che l’espansione dei traffici commerciali relativi ai prodotti forestali stanno conoscendo una fase di crescita e Livorno è uno dei poli di questo genere di merceologia portuale nel Sud Europa. Già in passato, un operatore ha ottenuto un ritaglio extra delle aree Enel per poter soddisfare il proprio fabbisogno di spazio di banchina.
Si andrà in questa direzione? Non è un segreto che gli operatori del settore cellulosa abbiano fatto pressione sull’Authority per avere altra banchina così da poter fronteggiare i prossimi sviluppi attesi per i loro traffici. Al tempo stesso, è un problema che hanno anche altri generi di traffico marittimo: la coperta è troppo corta per dare risposta a tutti quanti chiedono.
È chiaro che un eventuale passaggio di mano delle aree attualmente in nmano all’Enel è talmente rilevante che obbligherà l’Authority che verrà – quella del sistema Livorno-Piombino – a mettere sulla rampa di lancio un nuovo piano attuativo e ridisegnare la mappa di assetti e utilizzi in quella zona.(m.z.)
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