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Gorgona, cisterna bucata e il gasolio finisce in mare
Livorno, una perdita di 4500 litri (quasi la metà in acqua), indaga la Procura per inquinamento La direttrice del carcere spiega: «I container sono vecchi, vanno cambiati»
LIVORNO. Oltre 4500 litri di gasolio, di cui circa la metà finiti in mare, fuoriusciti da una cisterna in Gorgona. E sulle scrivanie della Procura è già arrivata un’informativa della Capitaneria di porto con l’ipotesi di reato di inquinamento. L’episodio è successo venerdì pomeriggio sull’isola, nella zona adiacente al porto - in corrispondenza di Cala Martina - dove si trovano quattro cisterne contenenti il carburante che serve per alimentare l’isola. Alla base dell’incidente, in base ai primi accertamenti, ci sarebbe la cattiva manutenzione delle cisterne, mangiate dall’usura e dalla salsedine: si trovano infatti a picco sul mare. «Sono cisterne vecchissime - spiega la direttrice del carcere, Santina Savoca - Noi più volte, nel passato, abbiamo fatto presente che vanno cambiate: non c’è altra soluzione. E il nostro provveditore aveva già esposto il problema al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma senza esiti».
La premessa è che la Gorgona è alimentata dal gasolio che si trova all’interno di quattro cisterne della capienza di 30mila litri di gasolio l’una, che approvvigionano riscaldamento, elettricità e così via, garantendo il fabbisogno del carcere e quindi degli abitanti dell’isola. Dalle cisterne viene periodicamente estratto il carburante necessario per rifornire alcuni piccoli gruppi elettrogeni - una decina - che si trovano sparsi sull’isola. La vigilanza delle cisterne non è fissa, ma viene comunque garantita con controlli periodici. L’allarme scatta venerdì pomeriggio e ad attirare l’attenzione sul problema è un detenuto che, nel turno di lavoro, va a fare un rifornimento. È lui ad accorgersi della falla e ad avvisare gli agenti penitenziari, che si attivano immediatamente. Il buco è notevole e il gasolio schizza fuori e scorre velocemente: in parte finisce nella vasca di colmata e in parte in mare. Secondo le prime stime, circa 1500/2000 litri - ma forse anche oltre, sono in corso accertamenti - confluiscono nel mare, per una perdita totale di 4500.
Gli agenti penitenziari restano al lavoro per tamponare la falla fino a mezzanotte di venerdì 21 ottobre: l’attività da fare, nel più breve tempo possibile, è quella di pompaggio del gasolio dalla cisterna danneggiata, con relativo travaso in una di quelle ancora sane. Un lavoro duro.
Intanto, scatta l’allarme alla sala operativa della Protezione civile regionale e alla Capitaneria di porto, che avvia immediatamente le indagini. È sabato mattina quando nelle acque antistanti la Gorgona interviene la ditta Labromare, specializzata in lavaggio dell’acqua. Il problema però è che il vento potrebbe aver spinto verso il largo la patina di gasolio. Lo spiega Savoca: «Siamo ancora in allerta, in attesa di sapere se sarà necessario un nuovo intervento di pulizia del mare. Comunque la falla è già stata tamponata, resta però il problema per le altre cisterne, che sono e rimangono troppo vetuste».
Del monitoraggio e delle indagini si sta occupando la Capitaneria di porto. Per prima cosa i militari, guidati dal comandante Vincenzo Di Marco, venerdì stesso, appena appresa la notizia, hanno fatto una diffida al carcere per sistemare la falla, individuare le cause e prevenire altri eventuali sversamenti. Inoltre, hanno fatto un’informativa, inviata ieri in Procura, in cui si ipotizza il reato - punito con una contravvenzione - di inquinamento. Del caso, oltre alla Procura, sono stati informati il Comune, la prefettura, l’Arpat e l’Arcipelago toscano, di cui la Gorgona fa parte. L’auspicio è che il problema venga risolto alla radice affinché non si ripeta. Da approfondire anche il discorso dell’energia elettrica sull’isola: già nel passato si era parlato più volte di alimentare la Gorgona con i pannelli solari, ma per ora resta tutto in sospeso.
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