Il presidio
Rifiuti, è scontro fra Ato e Comune per la gestione
Il presidente di Ato Borchi contro Lemmetti: «Con RetiAmbiente i livornesi risparmieranno»
LIVORNO. Comune di Livorno e Ato continuano la corsa per la gestione del servizio di rifiuti su opposti binari. In attesa del ricorso pendente sulla questione al Consiglio di Stato depositato dal Comune, la gara per il gestore unico va avanti e entro Natale, ha confermato ieri il presidente di Ato Toscana Franco Borchi in commissione, c’è l’intenzione di chiudere le offerte e concluderla.
Dall’altra parte l’assessore Gianni Lemmetti, ha ribadito invece che per l’amministrazione vale l’affidamento del servizio fino al 2030 e su questa strada intende procedere.
«Una volta in cui il gestore unico entra a esercitare le sue funzioni, cessano le preesistenti gestioni», ha ricordato Borchi, sottolineando che quando questo avverrà, anche a Livorno servizio e impianti, lavoratori compresi, passeranno inevitabilmente al nuovo gestore, mentre Aamps dovrà essere liquidata.
Lo stesso ombrello del concordato che si basa sul presupposto della continuità del servizio svolto da Aamps, per Ato contrasta con il decadimento delle gestioni esistenti: «La continuità per noi non c’è - va a avanti Borchi - e quindi, di fronte a una proposta presentata dal sindaco il 14 luglio scorso in cui si chiedeva una moratoria generica per 5 anni, senza specificare che cosa sarebbe avvenuto dopo, ho chiesto il riconoscimento del ruolo dell'Autorità, la valutazione della proposta di stare fuori per cinque anni con il concordato, e al termine di questo ad azienda risanata che venga conferita in Reti Ambiente. Ma non abbiamo ricevuto risposta formale».
Ato nel frattempo ha impugnato, in via cautelativa, gli atti di indirizzo del Consiglio comunale contrari al percorso in Reti Ambiente, che non sono vincolanti rispetto alla delibera 151 della giunta Cosimi che decise di stare dentro il percorso e nella successiva deliberazione consiliare con affidamento in house per 30 anni con la clausola risolutiva di decadenza al momento dell'arrivo del gestore unico.
«Annullate la 151 - sbotta Borchi - adottando gli indirizzi, così l’Ato impugnerà l’atto e poi un giudice ci dirà cosa fare». Ma per l’amministrazione livornese chi vuole uscire si trova l'opposizione dell'Ato che tenta di bloccare i comuni “dissidenti”. «È chiaro per come hanno interpretato la normativa che per loro diventa difficile concludere la procedura che ritengono idonea ad affidare il servizio - ribatte Lemmetti - Per noi Reti Ambiente è senza Livorno, che ha un affidamento fino al 2030 e conforme fino a questa data: il problema non è nostro è dell’Ato, tanto più che nelle linee di mandato del sindaco non esiste il conferimento in Reti Ambiente».
Per l’amministrazione Nogarin le Ato non sono lo strumento ideale per gestire questi servizi, e si andrà avanti con il ricorso al Consiglio di Stato. «Perché devo far pagare di più i cittadini con un servizio peggiore? Il nostro piano industriale è meglio di tanti altri», aggiunge Lemmetti che annuncia la previsione di 28 nuove assunzioni. Su questo terreno scoppia poi la scaramuccia delle cifre.
Borchi sostiene che il costo del servizio certificato nel piano straordinario nell’ipotesi di gestore unico solo a Livorno porterà a un risparmio di 2,5 milioni di euro (da 32 ml circa, si scende a 29), mentre a Lemmetti risulta che da un costo di 202 euro per tonnellata ad abitante in Ato, mantenendo in house il servizio il costo scenderebbe a 180.
Nel mezzo emergono le solite perplessità dei consiglieri di opposizione, riassunte dal Pd Ruggeri: «Nogarin invece di nascondersi porti gli atti in Consiglio perché io non ho ancora capito quale sia la vostra politica sui rifiuti. Se si continua a tergiversare si perderanno servizio, impianti e lavoratori. E se anche il Consiglio di Stato respinge il ricorso, non avete una exit strategy né una idea di che cosa succederà al servizio rifiuti di questa città».
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