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Rifiuti, pronto l’appello del Comune
Livorno va al Consiglio di Stato mentre Borchi (Ato) oggi è atteso in commissione
LIVORNO. Stamani la seconda e la sesta commissione (bilancio e vivibilità urbana) si riuniranno in municipio, dove nel corso della discussione su Aamps è prevista l’audizione del direttore generale di Ato Toscana, Franco Borchi. Ed è proprio a ridosso di questa attesa audizione che salta fuori il ricorso al Consiglio di Stato che il Comune ha deciso di promuovere nella partita contro Ato e RetiAmbiente.
Per questa partita l’amministrazione comunale ha deciso di avvalersi di un legale esterno al municipio, l’avvocato Domenico Iaria, del foro di Firenze. Che nel ricorso in appello promosso al Consiglio di Stato chiede l’annullamento o la riforma della sentenza del Tar che nel marzo scorso ha respinto il ricorso promosso in prima battuta dal Comune per l’annullamento, «anche previo incidente di legittimità costituzionale», della legge regionale 69/2011 (che ha istituito l’Ato, ente di livello sovracomunale) e della delibera dell’assemblea dell’Ato che nel luglio del 2015 ha approvato il Piano straordinario dei rifiuti.
Il tribunale amministrativo ha respinto il ricorso, ora il Comune torna all’attacco, provando a dimostrare l’«erroneità e illogicità della sentenza del Tar» per «omessa, insufficiente, contraddittoria ed illogica motivazione». Secondo il Comune, come si legge nell’atto, la Regione Toscana, «nel configurare l’ente di gestione delle Ato, avrebbe dovuto rispettare i vincoli imposti dal legislatore statale nell’esercizio della propria competenza legislativa esclusiva in tema di ambiente e concorrenza», ma «ponendosi in totale constrasto con la disciplina statale di riferimento, la normativa regionale è palesemente viziata per illegittimità costituzionale». Quanto al Piano straordinario dei rifiuti, il Comune insiste nel ritenere che «la stima effettuata da Ato Toscana Costa» guardando alla produzione al 2020, è «lacunosa e contradditoria».
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