Il mistero dei telefoni rubati al sindaco Nogarin denunciati cinque mesi dopo
Livorno, il 5 aprile il sindaco comunicò alla polizia il furto dall’auto di pc e iPad Il 22 agosto ha aggiunto che allora gli sparirono anche due iPhone
LIVORNO. Una cattiva stella deve aver preso di mira il rapporto di Filippo Nogarin con i suoi telefonini. Dopo la storia del messaggino a Massimo Provinciali - «il sindaco voleva che promuovessi un suo fedelissimo» aveva denunciato il segretario generale dell’Autorità Portuale; «pensava di cogliermi in fallo a divulgare un mio sms e invece io avevo preso atto di un nome che mi aveva fatto lui a voce», ha replicato il primo cittadino ancora ieri sera in consiglio comunale - un altro caso esplode nelle stanze del municipio e anche stavolta riguarda il cellulare del sindaco. Anzi i cellulari. Uno, due o tre ancora non è chiaro.
«Abbiamo appreso attraverso una richiesta di accesso agli atti che il telefonino istituzionale del sindaco è stato rubato. Riteniamo grave che Nogarin non abbia mai comunicato al consiglio il furto del suo cellulare di lavoro», ha denunciato ieri sera in aula il capogruppo del Partito democratico Pietro Caruso.
Immobile, seduto al suo scranno, il sindaco ha ascoltato in silenzio, senza replicare. Neanche al successivo affondo di Marco Valiani (Lbc): «C’erano dati sensibili? Quando è successo? Perché questa storia ci è stata tenuta nascosta e la scopriamo soltanto adesso dal Pd?».
Poco dopo Nogarin ha fatto sapere al Tirreno di aver «regolarmente denunciato il furto di tre telefonini e di una scheda sim» il famigerato martedì 5 aprile. Quella mattina, proprio mentre in Comune era in corso una maxi-perquisizione della guardia di finanza sul fascicolo Aamps, il sindaco raccontò alla stampa che nella notte alcuni ladri avevano saccheggiato la sua Volkswagen Passat, portandogli via il computer personale, il computer di bordo e altro materiale tecnologico.
Il video registrato in Comune la mattina del furto sull'auto del sindaco
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I TELEFONINI DIMENTICATI. Nel bottino dei ladri c’erano anche i telefonini del primo cittadino? Nogarin, parlando quella mattina con i giornalisti, non li citò. E dei cellulari spariti non parlò neanche il comunicato stampa del Comune diramato poco dopo: «I ladri mi hanno portato via un computer, un tablet, macchine fotografiche e pure una sciarpa, ma si sono sbarazzati delle carte di credito che vi avevo lasciato», raccontava il sindaco nella nota ufficiale fatta diramare dall’amministrazione ai giornali.
Probabilmente una dimenticanza. Che Nogarin replicò anche quando quella stessa mattina, alle 11.30, si recò negli uffici della Digos a presentare denuncia. La dettagliata lista che appare nel verbale firmato dal sindaco in questura parla infatti di «una borsa contenente documentazione riguardante il piano strutturale e il piano di alienazione; una borsa sportiva contenente abbigliamento e un iWatch (l’orologio della Apple); due fotocamere digitali Canon; un pc portatile e un iPad», di cui il sindaco garantì che al più presto avrebbe fornito alla polizia il codice “imei”, un numerino che, abbinato alla scheda Sim inserita nell’apparecchio, permette di risalire all’utente che sta usando il dispositivo mobile. Insomma: un codice che avrebbe permesso il ritrovamento dell’iPad del sindaco e magari, con un po’ di fortuna, di risalire sulle tracce dei ladri.
LA SECONDA DENUNCIA. Passano i giorni e passano anche i mesi, ma Nogarin quel codice Imei non lo trova. Si rinviene però, in piena estate, che nella notte tra il 4 e il 5 aprile in auto aveva lasciato anche due telefonini. E così lunedì 22 agosto torna in questura, varca nuovamente la soglia della Digos e integra la sua vecchia denuncia: «Non sono in grado di fornire i codici Imei dell’iPad, né dei due telefoni che per errore non erano stati indicati nella denuncia precedente», dice il sindaco. Si tratta di due Apple iPhone, specifica il primo cittadino, che fornisce anche i due numeri di telefono che vi aveva abbinato: quello con il 715 finale e quello col 588, vale a dire i due numeri che il sindaco usa più frequentemente.
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ARRIVA IL NUOVO IPHONE. Il giorno dopo - è il 23 agosto - «a seguito del furto del cellulare regolarmente denunciato in questura» il sindaco presenta all’ufficio economato del Comune la richiesta di un nuovo telefonino, «rispondente alle specifiche precedenti», sottolinea. Il 25 è pronta la determina che dispone l’acquisto dell’iPhone 6S 64GB per un costo di 837 euro.
GLI IPHONE TRA LE MANI E LE TELEFONATE DEL 5 APRILE. Se la pura cronaca termina qui, alcuni elementi curiosi (e alcune apparenti incongruenze) non possono essere dimenticate in questo racconto. Non si tratta solo del fatto che il sindaco quel lunedì sera 4 aprile, tornando a casa alle 22.30, aveva dimenticato in auto due strumenti di lavoro come i suoi due principali telefonini, ed era riuscito a farne a meno fino al mattino successivo. E neanche del fatto che nella frenetica mattina del 5 aprile, con le fiamme gialle in giro per palazzo civico, si fosse dimenticato di raccontare ai cronisti e poi alla polizia che gli erano spariti i due cellulari più utilizzati. Tantomeno del fatto che l’integrazione della denuncia sia arrivata quasi 5 mesi dopo il furto. O che oggi Nogarin parli di tre telefoni e una Sim, mentre alla polizia abbia denunciato la scomparsa di due telefoni e due Sim. C’è anche il fatto che nella stessa mattinata del 5 aprile il sindaco abbia risposto tranquillamente al telefono, per tutto il giorno, sui due numeri di cui poi ha denunciato la scomparsa. L’ha fatto anche con il cronista, al quale già attorno a mezzogiorno aveva risposto tre volte sul 715, inviando invece un sms dal 588.
Una cosa è probabile in mezzo a questa confusione: Nogarin, per rispondere al Tirreno e a tutti coloro che quella mattina lo chiamarono per mostrargli vicinanza dopo il saccheggio dell’auto, utilizzò uno dei due iPhone che teneva stretti tra le mani attorno alle 10 di quel martedì 5 aprile (come si vede nella foto di Repetti qua in alto), proprio mentre raccontava ai cronisti, davanti all’ascensore al primo piano del municipio, la sua disavventura, il furto subito, il pc sparito insieme alle macchine fotografiche. Dimenticando però di aggiungere che i ladri avevano preso pure i suoi due principali iPhone. Altri due, rispetto a quelli che agitava tra le mani.
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